

di Giovanni Masotti
BAGNOREGIO - Il verdetto ormai è vicino e tutta Civita di Bagnoregio lo attende col fiato sospeso. Ce la farà la suggestiva e fascinosa 'città che muore' a conquistare il titolo di capitale italiana della Cultura 2025?
Non è affatto facile da raggiungere questa prestigiosa meta, che consoliderebbe definitivamente il ruolo che Civita, le sue bellezze, il suo ponte sospeso di trecento metri tra la cittadina e il borgo abitato da meno venti persone, la sua magica atmosfera si sono conquistate inanellando un successo dopo l'altro e facendo segnare un boom di turisti provenienti da mezzo mondo.

''Vincere è molto arduo, ma ci proviamo con determinazione - sottolinea il sindaco Luca Profili - Ci stiamo lavorando come a un sogno, senza ossessioni. Con serenità. La concorrenza è agguerritissima e comprende anche grandi realtà, cito per esempio Agrigento o Assisi, Aosta o Orvieto o Spoleto. Noi siamo convinti delle nostre chances, ma non faremo drammi nel caso non ce la facessimo. È una bella avventura, in ogni caso, quella che stiamo vivendo''.
Nei giorni scorsi Civita di Bagnoregio ha superato la prima fase della selezione con l' innovativo progetto 'Essere Ponti', che comprende sei diverse tematiche e numerosi eventi e il 20 marzo al Ministero della Cultura si avvia - con le altre nove finaliste - ad affrontare la seconda e definitiva prova. Quindici giorni e, il 5 aprile, è prevista la proclamazione della 'regina' della cultura italiana 2025. Un traguardo di grande valore anche internazionale. Bagnoregio c'è. E scalpita.