



Una cittadinanza onoraria per i figli degli immigrati: è la proposta del 'Tavolo della Pace' per i sindaci della provincia di Viterbo, Bambini e adolescenti nati in Italia, a Viterbo. Non sono mai stati all'estero. Non parlano la lingua dei loro genitori come lingua principale. Parlano viterbese, caprolatto, sorianese e i dialetti dei paesi dove sono cresciuti e dove sono andati a scuola. Sono gli 'immigrati di seconda generazione'.
Gia sperimentata in altre parti d'Italia e in molti casi accolta, è l'iniziativa proposta durante l'incontro 'CondiVivere la Città', tenutosi ieri nella sala Luigi Brutti della parrocchia della Sacra Famiglia. All'evento hanno partecipato tantissime associazioni del territorio: dall'Unicef alla Caritas, dall'Acli a Rifondazione Comunista, convocati dal Centro Studi e Ricerche IDOS, che ha presentato il Dossier Statistico Immigrazioni 2023. Tra i presenti anche alcuni sindaci della provincia.
'Questa iniziativa è come un raggio di luce' è l'introduzione della lettera di Peppe Sini, tra i fondatori del Tavolo della Pace circa 10 anni fà, che apre l'incontro 'occorre soccorrere e accogliere ogni persona in difficoltà. Salvare le vite è il primo dovere'.
Dopo una breve presentazione e le parole del parroco Don Luca Scuderi, prende la parola Luca Di Sciulo, presidente del centro Studi IDOS: 'l'immigrazione è un fenomeno trasversale, che tocca il nostro futuro come paese, visto che siamo un paese di immigrazione da 50 anni. Dal 1973 infatti, l'Italia è un paese di immigrazione stabile e non più di transito, e non più di emigrazione, come è avvenuto dal 1870 al 1973. In un secolo sono partiti 30 milioni di italiani, e oggi ci sono 70 milioni di oriundi italiani nel mondo, più dei cittadini italiani stessi. Dal 1998, da quando è stata promulgata la prima legge quadro in materia di immigrazione, la legge Turco-Napolitano, si sono assottigliate le tutele per gli immigrati, la leggge è stata ristretta sempre più. Si parla per esempio, di immigrazione clandestina, ma le vie regolari per arrivare in Italia sono sempre meno, la via regolare è strettissima'.
Tra gli interventi anche Mauro Samari, responsabile scuole di Unicef Viterbo: l'attribuzione della cittadinanza ai ragazzi è una festa per tutte le scuole, le grida di gioia partirebbero dalle classi. L'iniziativa si dovrebbe chiamare 'Bambino=Cittadino', perchè chi vive in questa provincia, si sente viterbese fino in fondo, e quindi è necessario che sia partecipe fino in fondo'.