



VITERBO - Animali in condizioni preoccupanti al tendone di Strada San Lazzaro (e in quelli appostati nel mondo) del Circo Madagascar: usati impropriamente per divertire gli uomini, sono sempre più lontani dal proprio habitat naturale, anche perché piegati a costrizioni fisiche e psicologiche. Nonostante questo, però, si continuano ad ospitare e incentivare veri e propri teatri del dolore.
Il punto della situazione è stato centrato da un sondaggio del 2023 di LAV, l’ente che difende i diritti degli animali a livello nazionale: il 76% dei cittadini italiani si è dichiarato contrario allo sfruttamento degli animali nei circhi, ma questi ambienti – inadeguati per le loro esigenze istintuali – si sono sempre più radicati sui nostri territori.
La parola sul fenomeno è passata a Maria Grazia Pompei, responsabile della sede LAV di Viterbo: sensibile all’educazione dei bambini al rispetto della fauna e della flora, è intervenuta sulla questione con zelo, riportando l’attenzione su una macchina economica come il Circo Madagascar. Si tratta di un simbolo italiano della noncuranza, essendo il botteghino circense più famoso e “che trattiene più animali in Italia, torturandoli, addestrandoli ed esponendoli al ridicolo”. L’installazione di un tendone a Viterbo ha provocato la reazione indifferente dei cittadini, di cui “molti – continua – si sono fermati a scattare foto”, con un consolidato atteggiamento imperturbabile.

“Su quattro tigri tre sono stare utilizzate per gli spettacoli – ha proseguito – mentre, per evitare furbescamente le sanzioni minime, un ippopotamo è stato idratato al minimo concesso per legge”. Un disvalore, quello dell’indifferenza dei grandi, anche per i più piccini? “I bambini vanno aiutati – sostiene la responsabile – poiché percepiscono ciò che dice l’adulto”, tranne ovviamente nel caso di doti empatiche più penetranti. “A Viterbo – dichiara Pompei – organizzeremo prossimamente progetti nelle scuole per sensibilizzare. Il cambiamento è in atto, soprattutto da parte dei più giovani, che devono agire: i disastri ambientali e valoriali dipendono dalle scelte delle generazioni passate, scelte sbagliate”.
Il “seme piantato”, riprendendo la fiduciosa metafora di Pompei, dalle numerose iniziative targate LAV sta attecchendo in particolare nella coscienza dei ragazzi: molti giovani viterbesi erano presenti alle proiezioni del docufilm d’inchiesta “Food for Profit” per ribaltare i paradigmi sociali più nocivi. Il 20 aprile, inoltre, il Presidente di LAV Gianluca Felicetti ha presentato il suo nuovo libro “La politica degli animali”, uno scorcio sullo sviluppo delle tendenze più diffuse per la protezione delle specie animali e vegetali.
Votarsi all’amore e all’attivismo per l’ambiente, comprendendo nel proprio messaggio la cura della fauna, è l’origine di una curva ascendente che renderà onore alla vita di tutti: non una vertigine studiata a tavolino o un asettico calcolo statistico, bensì un circuito ridente per la rinascita di consapevolezze, in un mondo che pone argini solo a sé stesso e all’assetto dei suoi ecosistemi.
di Elsa Berardi