



CIVITA CASTELLANA - Archiviato con successo il primo dei tre appuntementi dedicati alla kermesse carnevalara nella città della ceramica, ribattezzata 'La città che balla' dal libro del giornalista Ugo Baldi e Francesca Pelinga.
E domenica la città ha ballato, e pure parecchio. Secondo gli organizzatori, circa cinquemila figuranti hanno sfilato per le vie della città inondandole di musica, coriandoli e stelle filanti. Lungo il percorso oltre 6mila persone si sono assiepate ai bordi delle strade per godersi lo spettacolo, come sempre unico e inimitabile.
Allegria, aggregazione, inclusione, il Carnevale civitonico è questo e molto di più. E' dedizione, è arte, è ingegno, è allegria, coinvolgimento allo stato puro. Ma anche programmazione e impegno di tanti volontari per far funzionare al meglio il piano sicurezza. Quest'anno poi il carnevale civitonico è stato riconosciuto come 'carnevale storico' con oltre seicento anni di storia. Un biglietto di presentazione di tutto rispetto.
'Sono molto soddisfatto di questa edizione - ha detto il primo cittadino Luca Giampieri -. La macchina organizzativa ha funzionato alla grande e la tabella di marcia è stata rispettata scrupolosamente, merito anche della decisione di interrompere il passaggio del treno cittadino che, notoriamente, comportava ritardi nello scorrimento dei carri. Molto azzeccata anche la scelta di organizzare l'area street food, letteralmente presa d'assalto sin dalle prime ore del pomeriggio'.
Dello stesso avviso Valerio Turchetti, presidente della Fondazione, che da mesi, insieme a tutto lo staff, sta coordinando al meglio lo svolgimento della manifestazione. 'Abbiamo registrato numeri da record - ha detto - e fortunatamente non ci sono stati intoppi'. E su quanti hanno 'criticato' le maschere libere, Turchetti prova a gettare benzina sul fuoco: ' Quella delle maschere libere è una constatazione che facciamo da anni, specie il giorno dopo. E’ un dato di fatto che a tantissimi concittadini questo è ciò che piace, ed in fondo è ciò che caratterizza e rende unico il nostro carnevale. A qualcuno la cosa non va giù, perché desidererebbe vedere uno spettacolo più selettivo ed ordinato. Insomma, uno spettacolo da vedere più che da vivere. Valuteremo come procedere'.
Spente le polemiche si pensa già alle prossime sfilate di giovedi grasso con il carnevale dei bambini, di domenica 11 febbraio e martedi grasso.
La macchina organizzativa è pronta, e gli ingranaggi ben oliati. Non rimane che scaldare i motori e gettarsi nella mischia facendosi travolgere dalle note sparate a millemila decibel tra le vie della città.