ANNO 16 n° 206
Ciclabile di via della Pila, Confartigianato torna all'attacco: «Il Comune ascolti cittadini e imprese»
De Simone critica il metodo dell'amministrazione: «Nessun confronto preventivo e risposte ironiche alle criticità». Chiesto anche il ripristino del semaforo di viale Raniero Capocci
24/07/2026 - 01:25

 

VITERBO – Si riaccende il dibattito sulla ciclabile di via della Pila. Dopo la nuova nota del comitato di residenti ed esercenti, che ha raccolto quasi 1.300 firme per chiederne la rimozione, interviene nuovamente Confartigianato Imprese Viterbo, che critica il metodo adottato dall'amministrazione comunale nella realizzazione dell'opera.

A esprimere la posizione dell'associazione è il segretario Andrea De Simone, che parla di un atteggiamento «oltranzista» da parte del Comune e lamenta la mancanza di un confronto preventivo con le categorie economiche.

«Senza alcuna condivisione – afferma De Simone – è stata modificata la viabilità di via della Pila per realizzare una ciclabile il cui cordolo invade lo spazio dei pedoni, in un'area dove operano numerose attività commerciali e artigiane che fin dall'inizio hanno manifestato forti preoccupazioni per le ricadute economiche dell'intervento».

Secondo Confartigianato, un dialogo con le associazioni di categoria avrebbe consentito di individuare soluzioni in grado di conciliare le esigenze della mobilità sostenibile con quelle delle imprese, dei residenti e della circolazione. «Siamo favorevoli agli interventi per una mobilità più sostenibile – precisa De Simone – ma devono essere realizzati nei luoghi e con modalità adeguate».

L'associazione evidenzia inoltre come, a suo giudizio, l'amministrazione comunale non abbia partecipato agli incontri pubblici organizzati da residenti ed esercenti per discutere dell'opera. «Dispiace che nessun rappresentante della maggioranza abbia preso parte a questi momenti di confronto – osserva il segretario – nonostante le numerose richieste di ascolto avanzate dai cittadini».

Nel mirino finiscono anche alcune dichiarazioni rilasciate dagli amministratori comunali durante il dibattito pubblico. De Simone richiama prima le affermazioni dei consiglieri comunali Gnignera e Urbani e poi quelle dell'assessore Emanuele Aronne, che aveva paragonato le polemiche sulla ciclabile alle contestazioni che accompagnarono la costruzione della Torre Eiffel.

«Un paragone che può avere l'intento di difendere la bontà dell'intervento – commenta – ma che rischia di apparire fuori luogo rispetto ai problemi concreti segnalati ogni giorno da residenti e operatori economici. Le imprese chiedono ascolto e risposte, non ironia o accostamenti suggestivi».

Confartigianato sostiene che le criticità denunciate dai cittadini riguardino una viabilità ritenuta più complessa, percorsi più lunghi per raggiungere le abitazioni, una minore accessibilità alle attività commerciali e frequenti episodi di veicoli che imboccano contromano il tratto interessato dalla nuova disciplina della circolazione. Situazioni che, secondo l'associazione, meritano verifiche approfondite e non possono essere archiviate come semplici resistenze al cambiamento.

Pur ribadendo il proprio sostegno ai progetti di mobilità sostenibile, Confartigianato sottolinea la necessità che tali interventi siano condivisi con il territorio e tengano conto delle esigenze del tessuto economico locale.

Infine, l'associazione rivolge un ulteriore appello all'amministrazione comunale, chiedendo il ripristino del semaforo pedonale di viale Raniero Capocci, inattivo da circa un mese. «Se l'obiettivo prioritario è davvero aumentare la sicurezza dei pedoni – conclude De Simone – il ripristino dell'impianto deve rappresentare una priorità assoluta, perché in quel punto il rischio per chi attraversa la strada è concreto e quotidiano».






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