ANNO 16 n° 272
Ciambella: 'Situazione sanitaria drammatica: il sindaco dovrà intervenire'
'Spesso si aspettano tra i 10 e i 18 mesi e i cittadini sono costretti a ricorrere all’intramoenia'
Marica
26/05/2022 - 14:16
di Marica Orefice

VITERBO - “La situazione sanitaria è drammatica. La salute è un diritto costituzionale e non è tollerabile che i servizi non soddisfano le necessità della comunità. Il sindaco è la massima autorità sanitaria del proprio comune e ha il compito di coordinare anche gli altri primi cittadini della provincia, per questo deve intervenire affinché il sistema cambi”.

Oggi la candidata sindaca Luisa Ciambella, presenta due punti essenziali del suo programma: salute e servizi sociali e lo fa insieme al dott. Casella, candidato nelle due liste, in rappresentanza degli altri medici che hanno preso parte al progetto.

“La saluta è un diritto…anche a Viterbo! Non è possibile aspettare interi mesi per una visita medica – prosegue la candidata -, anche la situazione del pronto soccorso è drammatica e, nonostante ciò, si parla di Dea di secondo livello. Basta con le promesse, ora bisogna aprire un confronto serio”.

Così Ciambella insieme al dott. Casella, spiegano che avere un ospedale con Dea di secondo livello, significa avere più prestazioni specialistiche, evitando la migrazione sanitaria. “Ci impegneremo per trasformare Belcolle in Dea di secondo livello - spiega Ciambella - anche se, finora, non siamo riusciti ad avere una risposta sul perché ancora non sia avvenuto questo passaggio fondamentale”.

“Per non parlare delle liste di attesa…durante la pandemia tutti gli ospedali hanno subito una frenata ma alcuni sono tornati subito a correre mentre, a volte, qui si aspettano tra i 10 e i 18 mesi e spesso i cittadini sono costretti a ricorrere all’intramoenia', puntualizza la candidata.

“L’aspetto più scandaloso risiede nelle ore effettive di lavoro delle macchine ospedaliere: lavorano 6 ore per poi essere spente. In altre strutture, lavorano fino le 18 ore. Queste macchine devono lavorare di più”, aggiunge il dottore Casella.

Altro punto essenziale del suo programma è il servizio sociale. “Dobbiamo andare oltre l’assistenzialismo. Attraverso un modello di Welfare Community il comune rimetterà al centro le persone nel sistema di accesso ai servizi, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno”.

“Il piano del sociale deve essere riprogrammato dato che risale agli anni 2003-2004. In più, proseguiremo ed integreremo l’esperienza degli studi medici e infermieristici sociali cosicché tutti abbiano le stesse opportunità quando si parla di salute e sociale”, conclude Luisa Ciambella.

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