ANNO 16 n° 267
Ciambella incalza il Comune: “Consorzio industriale, Viterbo dov’è?”
Fondo anti-deindustrializzazione rifinanziato con 120 milioni: “Occasione da non perdere per le imprese della Tuscia”
22/01/2026 - 12:28

 

VITERBO - Il Fondo per il contrasto alla deindustrializzazione è stato rifinanziato anche per il 2025 con uno stanziamento complessivo di 120 milioni di euro, di cui ben 100 milioni destinati al Consorzio industriale del Lazio. Risorse importanti, pensate per sostenere le imprese nei processi di digitalizzazione, transizione green, efficientamento energetico e ammodernamento tecnologico e produttivo. Ma c’è un nodo che rischia di escludere Viterbo da questa opportunità: il Comune, a oggi, non fa parte del Consorzio.

A sollevare la questione è la consigliera comunale Luisa Ciambella, che torna a chiedere con forza chiarimenti sull’assenza di Palazzo dei Priori da un organismo strategico per lo sviluppo economico del territorio. “Quest’anno il Comune potrebbe finalmente entrare nel Consorzio industriale del Lazio – sottolinea – e dare così alle imprese viterbesi la possibilità di accedere a risorse fondamentali. Ma serve una scelta politica chiara”.

Secondo Ciambella, oggi non ci sono più alibi. “Il consorzio, attraverso il suo presidente, il professor Quatrini, ha modificato il proprio assetto, consentendo a tutti i Comuni della regione di aderire – spiega –. È stato determinante l’apporto della Regione Lazio: era uno degli impegni assunti dal presidente Rocca a inizio legislatura”.

Ora, però, la palla passa al Comune di Viterbo. Proprio su questo tema, la consigliera ha presentato un’interrogazione alla sindaca Chiara Frontini nel corso dell’ultimo consiglio comunale. “Intendete avviare un percorso formale per l’adesione al Consorzio industriale del Lazio con una delibera di consiglio? Avete già predisposto gli atti? Con quali tempistiche pensate di procedere? Avete avviato un confronto con il commissario del consorzio?”, le domande poste da Ciambella in aula.

La risposta della sindaca è stata rassicurante, almeno nelle intenzioni: l’ingresso nel Consorzio è “in agenda”. Una dichiarazione che però non convince fino in fondo la consigliera. “Non riesco a spiegarmi come non lo sia stato prima – afferma –. In passato ho sollecitato più volte, inutilmente, l’amministrazione regionale guidata da Zingaretti”.

Ciambella richiama anche esempi concreti: “Durante il periodo del Covid, ottennero incentivi le ceramiche di Magliano Sabina, mentre quelle di Civita Castellana rimasero escluse”. Da qui l’appello rivolto non solo a Viterbo, ma a tutti i sindaci della Tuscia, affinché deliberino l’adesione al Consorzio industriale del Lazio. “Civita Castellana e Castel Sant’Elia lo hanno già fatto – conclude –. È il momento che anche Viterbo faccia la sua parte”.






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