

VITERBO - “L’asilo nido comunale deve diventare un fiore all’occhio della città. Per ottenere questo risultato non si può prescindere dalla progressiva stabilizzazione delle operatrici, incastrate in una situazione di precariato decennale”, per Luisa Ciambella e Alvaro Ricci un’amministrazione seria del Comune di Viterbo passa anche dalla soluzione di questo intrigato nodo a cui Marini e i suoi non sono riusciti a dare risposte.
Il futuro delle lavoratrici rimane incerto e intanto il servizio è andato progressivamente degradando. Si è passati dai 150 bambini di qualche anno fa alle poche decine attuali. Alcune operatrici sono state trasferite ad altri servizi del Comune ma anche per loro la situazione rimane incerta.
“C’è urgenza di dare risposte a queste donne, impegnate tra l’altro in un servizio prioritario per un'amministrazione – intervengono i due candidati del Partito Democratico a sostegno di Michelini sindaco -. C’è in gioco la crescita dei bambini da zero a tre anni, il bene più prezioso di una comunità. Per la fornitura di questo servizio, il Comune percepisce trasferimenti dallo Stato e dalla Regione, insieme alle rette che le singole famiglie sono chiamate a corrispondere in base al reddito. Queste risorse andrebbero utilizzate per il bene dei bambini, che significa anche garantire la serenità delle operatrici che quotidianamente si occupano di loro”.
Ciambella e Ricci, consiglieri d’opposizione in Comune, hanno incontrato più volte le dipendenti, per inquadrare al meglio la situazione e individuare vie di soluzione attraverso un confronto disteso e responsabile. “Forse i viterbesi non sanno – precisa la candidata per Michelini sindaco - che le lavoratrici hanno dei contratti di dieci mesi l’anno pur dovendo prestare servizio per dodici. E’ comprensibile per chiunque che ci troviamo davanti a una situazione che merita di essere affrontata con il giusto impegno. Non si può amministrare non prendendo mai posizioni nette, né tantomeno facendo finta che i problemi non ci siano”.
Il Partito Democratico si è battuto in consiglio comunale per portare all’attenzione dell’amministrazione Marini il tema ma chi ha governato la città non ha agito su questo versante. “Fino a oggi si è temporeggiato – conclude Ricci -, non sono state messe in atto strategie di rilancio della struttura e il risultato attuale è sotto gli occhi di tutti. Assistiamo al degrado anche di questo servizio, in linea con quello che accade in molti altri profili della città. L’impegno che ci assumiamo è di lavorare nei prossimi mesi per chiudere una volta per tutte la spinosa situazione e aprire un nuovo capitolo nell’amministrazione del nido comunale”.