ANNO 16 n° 272
''Ci avete ammazzato economicamente, ora fisicamente''
Nella giornata di riapertura almeno tre negozi sono rimasti chiusi. In uno di questi alcuni cartelli testimoniano tutta la disperazione di un imprenditore
19/05/2020 - 06:46

VITERBO - (Max Vismara) Un lunedì di riapertura che ha visto quasi tutte le attività commerciali del centro rialzare la saracinesca, eppure nel senso generale di euforia dato dal primo giorno di pseudo normalità dopo due mesi di serrata generale, quelle due o tre saracinesche che forse non si alzeranno più non le ha notate nessuno.

Si tratta di due attività di abbigliamento, una in corso Italia e l'altra in via Roma, ieri mattina non hanno aperto come le altre e l'assenza anche degli scaffali al loro interno fa capire che non apriranno più. La terza invece è un'attività di somministrazione di cibo e bevande che si trova a piazza delle Erbe. In questo caso sulla vetrina vuota sono anche comparsi dei cartelli dai toni drammatici, scritti da un imprenditore che come tanti altri è stato travolto da questa terribile vicenda.

Nei vari cartelli scritti, si legge la disperazione di una persona che denuncia la sensazione di abbandono dalle istituzioni: ''Le istituzioni non si fanno sentire, come c..... Riapriamo il 18/5?'' E poi ancora: ''Ci avete ammazzato economicamente ora fisicamente''.

Toni duri di una persona disperata che addirittura allude anche ad un possibile suicidio: ''Volete un altro suicidio? Mettetevi comodi''.

fortunatamente in un altro si legge: ''Questa guerra dopo aver investito i propri risparmi la vinceremo noi, è una promessa'' Qui si sente chiaramente la voglia di ricominciare a vivere normalmente. Gli stati d'animo che si leggono in questi cartelli, sono paura, disperazione e infine speranza, la stessa speranza che avevano nel cuore tutti negozianti che ieri mattina hanno riaperto la porta delle loro attività.






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