

Sulla paventata chiusura del Nucleo sommozzatori del Vigili del Fuoco di Viterbo intervengono sia il sindaco del capoluogo Michelini che il presidente della Provincia Meroi. E’ stato il fondatore del nucleo Antonio Corsini a lanciare il grido d’allarme: “Lavoreremo affinchè venga mantenuto operativo il nucleo sommozzatori di Viterbo – sottolinea il sindaco - un presidio di soccorso con grande esperienza acquisita dai componenti del nucleo direttamente sul campo e attraverso attività formative con relative abilitazioni. Stiamo parlando di sicurezza del nostro territorio. Un territorio costituito tra l'altro da tratti costieri, laghi, bacini artificiali, fiumi. I numerosi interventi di salvataggio portati a termine nel corso degli anni, alcuni richiesti anche al di fuori dei nostri confini regionali, confermano l'importanza del lavoro svolto con professionalità da tutti i componenti del nucleo, coordinato da Antonino Corsini. Il mio impegno per evitare il rischio di chiusura sarà totale. È mia intenzione rivolgermi, insieme ai parlamentari locali, al sottosegretario al Ministero dell'Interno Bocci per rappresentare questa esigenza legata principalmente alla tutela del nostro territorio e alla sicurezza di chi lo abita.
“Sottoscrivo pienamente l’appello lanciato da Antonino Corsini – ha detto Marcello Meroi -, contro la paventata soppressione del Nucleo sommozzatori del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Viterbo. L’ho già detto e lo ribadisco: non è ammissibile che per esigenze di risparmio si vadano a penalizzare i servizi che sul territorio garantiscono la sicurezza di un pronto ed efficace intervento. Chiedo quindi ufficialmente ai responsabili del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di non dare attuazione al progetto di riordino e di non privare un bacino di utenza così vasto di un presidio essenziale per la sicurezza di tutti i cittadini, lungo le coste, nei laghi e soprattutto negli scenari alluvionali purtroppo sempre più frequenti. Sarà mia cura – conclude – chiedere quanto prima un incontro al Prefetto di Viterbo ed attivare tutto ciò che è nelle nostre competenze per scongiurare quanto preventivato nel progetto”.