ANNO 16 n° 274
''Chiusura estiva della Fl3, perché non si può lavorare di notte o a scacchiera?''
L'Osservatorio regionale sui trasporti spinge comunque per il raddoppio
10/03/2024 - 08:29

VITERBO - Nuova assemblea pubblica ieri sulla questione della chiusura estiva della Fl3 nella tratta Viterbo-Bracciano. All'incontro ha preso parte l'Osservatorio regionale dei trasporti insieme al neonato Comitato pendolari Fl3 Roma-Bracciano-Viterbo. Le associazioni hanno ribadito le loro perplessità.

''Ci pare proprio strano - dice l'Ort - che non si possa fare né una chiusura “a scacchiera” né si possa lavorare di notte, ma che per tre mesi si debba chiudere tutta la linea quando lavorazioni analoghe altrove sono state fatte in tempi ben minori. Ed incidentalmente che, dopo la catastrofica scorsa estate, nessuno degli aggiornamenti sui risultati dello studio in corso tra Ferrovie e Politecnico riguardo alla famosa usura dei bordini promessa (non solo direttamente a noi ma anche in una audizione in commissione regionale su richiesta della consigliera Michela Califano oggi presente cui partecipammo), è mai stato fornito (o se lo è stato, non è stato diffuso né a noi né ai consiglieri regionali)''.

Nel corso dell'incontro Maurizio Mazzoni del nostro comitato tecnico –scientifico di Ort ha evidenziato ''come la legge preveda che le modalità di esecuzione di un’opera siano riviste quando le situazioni al contorno lo richiedano''.

Sul raddoppio, l'Osservatorio regionale dei trasporti chiarisce che ''pur non ritenendo che né i raddoppi soprattutto parziali (come neanche l’Ertms) siano la panacea indispensabile a far funzionare una ferrovia, questo s’ha da fare, primo perché le promesse (nel 2019 Rfi, di sua sponte, peraltro, presentò un cronoprogramma secondo cui ad oggi il raddoppio sarebbe dovuto a quest’ora essere attivo almeno fino a Vigna di Valle) vanno mantenute, secondo perché fino a Bracciano ce n’è il vantaggio e perché un centro di interscambio come quello progettato a Vigna di Valle serve, come servirebbe su tutta la rete.

Ma, nonostante le assicurazioni dell’estate 2022 da parte dell’allora assessore regionale - ricorda l'Ort - il progetto in cui si tenesse conto delle osservazioni del ministero dell’Ambiente e del Comune di Anguillara in sede di Via, o non è stato fatto (nonostante la presenza di un commissario governativo ad hoc, peraltro anche lui proveniente da Rfi) o non è stato sufficiente''.

Per l'Osservatorio ''contemporaneamente serve ripristinare i punti di scambio soppressi negli anni in ossequio al paradigma della “rete snella”, potenziare i deviatoi che consentano ai treni di entrare in stazione a maggiori velocità ed in contemporanea, di ripotenziare le stazioni indebolite dal comando a distanza come Capranica''.

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