ANNO 16 n° 275
Chiusura del Subway, Claudio Moretti: ''Un ingiustificato polverone''
Il legale rappresentante: ''Si parla
di presunto sovraffollamento''
14/03/2018 - 06:12

VITERBO - ''Manifestiamo la massima stima nella magistratura e nelle forze dell'ordine''. Chiusura del Subway, a parlare è Claudio Moretti, il legale rappresentante della Pieffe Srl, la società titolare delle licenze del locale. Dopo lo stop alle attività imposto dal Comune per 10 giorni, dal 17 al 26 marzo, in seguito ad un sopralluogo della Guardia di Finanza effettuato sabato 24 febbraio, il gestore difende il suo operato e quello dei suoi collaboratori e dà la sua versione della vicenda: non c'è stato nessun accertamento ma solo un'ipotesi di reato da parte delle Fiamme Gialle. Un'ipotesi che resta tutta da verificare.

''La sospensione – spiega Claudio Moretti – ha un'unica causale: il presunto sovraffollamento all'interno del locale rispetto alla nostra reale capienza (849 ingressi ndr). Sottolineo presunto perché non è stato effettuato nessun tipo di conteggio dei presenti dentro la discoteca. L'accertamento sulla capienza – sottolinea – verrà effettuato con tutte le garanzie previste dalla legge''. Lo stop però è arrivato comunque, con un'ordinanza di Palazzo dei Priori del 7 marzo, così come la denuncia al gestore da parte dell'autorità giudiziaria. Ora a rischio c'è la serata di sabato prossimo con Cristina D'Avena e tutto quello che ne deriva in termini economici.

''È strana e sospetta – dice il legale rappresentante – la rapidità inusuale con cui il Comune ha adottato il provvedimento di sospensione quando di solito preferisce un atteggiamento prudente, quanto mai opportuno visto il caso di specie, sia perché i pressuposti del provvedimento di sospensione sono in fase di accertamento da parte degli organi competenti, sia perché il Subway è una realtà anche economica importante nel panorama viterbese, con riflessi anche nazionali, che impiega direttamente e indirettamente decine di lavoratori e collaboratori''.

Per Moretti è da evidenziare ''la tempestività con cui la stampa è venuta a conoscenza del provvedimento, che ci è stato notificato solo nel tardo pomeriggio di lunedì, e di come il giorno dopo la notizia è stata riportata con commenti, considerazioni e dati non veritieri''.

''Ci sia consentito, infine, di esprimere rammarico per l'ingiustificato polverone creatosi attorno ad un locale che si è sempre distinto per il mancato verificarsi al suo interno di episodi anche solo disdicevoli. Per tutelare la nostra onorabilità – conclude il legale rappresentante – abbiamo dato mandato ai nostri legali di perseguire chiunque dovesse ledere i nostri diritti''.






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