ANNO 16 n° 272
Chi ha detto che le strade sono (solo) delle auto?
Con le 'Strade30', -41,9% di vittime di incidenti secondo uno studio della London School
Fabio
06/02/2024 - 08:13
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Chi ha detto che la strada è solo delle automobili? Nell'era della società liquida anche la mobilità si fà soft, uscendo dalla scatola metallica delle pesanti quattroruote con motore a scoppio e condividendo gli spazi tra pedoni, biciclette, monopattini e veicoli, elettrici e non. E in tutta sicurezza. Quasi la metà delle vittime della strada, infatti, tra decessi e feriti gravi, grazie all'introduzione delle 'strade30', dicono gli inglesi: è il risultato emerso da uno studio della London School of Hygene and Tropical Medicine pubblicati ieri dal Corriere della Sera. 'Se tutto questo servità a salvare anche una sola vita avrà avuto un senso' commenta l'assessore Aronne.

Lo studio ha calcolato i dati delle vittime a Londra tra il 1986 e il 2006, tra strade a 20 miglia (l'equilalente dei nostri 30) e strade a 30 miglia (poco meno di 50 km/h): -41,9% di vittime della strada, tra decessi e feriti gravi, soprattutto tra i bambini; -50% di vittime sotto i 15 anni; -39,1% tra motociclisti; -37,6% tra i ciclisti e -61,8% tra gli altri occupanti dei veicoli.

Anche l'Istat, secondo il quotidiano nazionale, avrebbe riportato dei dati, secondo i quali, i decessi e i feriti degli incidenti stradali interritorio urbano in Italia, nel 2022, avrebbero avuto un costo sociale di 17,9 miliardi di euro, 0,94 punti di PIL.

'Aspettiamo le valutazioni degli esperti del Piano di Mobilità Sostenibile per capire come andare avanti e se estendere le strade 30' spiega l'assessore all'Urbanistica Aronne 'La nostra idea di mobilità dovrà essere valutata alla fine di questo percorso: non prima di un anno avremo le nuove navette per il trasporto pubblico locale, le ciclopedonali saranno a regime, le ciclostazioni. pensiamo anche a degli incentivi, si tratta di un abbattimento di barriere. E' ovvio che tutta questa infrastruttura non basterà a cambiare la cultura, ma dobbiamo guardare al futuro, ai nostri figli, non ai genitori'.

'E' vero che le strade ci sono sempre state, da che mondo è mondo, mentre le automobili sono arrivate appena 60 anni fà in Italia' commenta Alvaro Fasanari, responsabile della commissione Urbanistica dell'Ordine dei Geometri di Viterbo 'però la nostra città non ha mai assecondato la viabilità, che oggi infatti è diventata un problema fuori portata. La percettuale di motorizzazione è drammatica e si dovrebbe creare un'alternativa, però la viabilità è una scienza e andare piano è una cultura. Andrebbe dunque trovato un equilibrio tra questi problemi e le necessità del cittadino, che oggi non si può sganciare dal mezzo meccanico, se non dando un'alternativa reale'.






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