ANNO 16 n° 28
'Che fine ha fatto il tavolo tecnico sulla crisi della nocciola?'
Monfeli, Asta: 'Siamo entrati in un periodo decisivo dell’anno e ancora mancano indicazioni chiare, si rischia di perdere tutto'
28/01/2026 - 09:05

CAPRAROLA - Per l’ennesima colta ci troviamo a chiedere che fine ha fatto il tavolo tecnico istituito per affrontare la crisi della produzione di nocciole. È una domanda che oggi, a gennaio ormai concluso, risuona con forza crescente tra i produttori e gli operatori del settore, mentre il tempo scorre inesorabile e le risposte continuano a mancare.

Siamo entrati in un periodo decisivo dell’anno e ancora mancano indicazioni chiare, concrete ed efficaci su come arginare quello che si preannuncia come l’ennesimo, massiccia attacco di cimici asiatiche alle nostre preziose colture. Un parassita che negli ultimi anni ha dimostrato tutta la sua capacità distruttiva, mettendo in ginocchio aziende, famiglie e interi territori. Eppure, proprio ora che servirebbe una regia forte e condivisa, il tavolo tecnico sembra scomparso dal dibattito pubblico e dalle azioni operative.

Quest’anno, più che mai, non possiamo permetterci di perdere il raccolto. Le conseguenze sarebbero devastanti e non limitate a pochi produttori: l’intera Tuscia verrebbe coinvolta in un disastro economico e sociale, con ripercussioni lungo tutta la filiera, dall’agricoltura alla trasformazione, fino all’indotto. La nocciola non è solo una coltura, è una colonna portante dell’economia locale.

È ormai evidente che le attuali soluzioni introdotte non sono affatto efficaci. Le strategie di contrasto adottate finora si sono rivelate insufficienti, frammentarie e spesso tardive. Per questo è necessario cambiare radicalmente le regole di ingaggio: siamo di fronte a una vera e propria guerra contro un parassita invasivo e non possiamo continuare a combatterla con armi spuntate e protocolli superati. Come più volte ribadito dalle istituzioni servono nuove strategie, maggiore coordinamento, investimenti mirati e decisioni rapide ma noi agricoltori ancora oggi non vediamo “nuove strategie, maggiore coordinamento, investimenti mirati e decisioni rapide”.

Infine, è bene ribadirlo con chiarezza: noi produttori di nocciole siamo imprenditori e ambiamo a produrre, a lavorare, e a creare valore sul territorio. Non chiediamo assistenza economica come unica risposta alle emergenze, ma condizioni che ci permettano di difendere i raccolti e pianificare il futuro. È arrivato il momento di agire insieme, non possiamo più permetterci di trovarci da soli ad affrontare la stagione applicando soluzioni empiriche e seguendo i bollettini fitosanitari diramanti da varie organizzazioni, i quali come è noto si sono rivelati fallimentari.

Non possiamo più perdere tempo, domani già sarà troppo tardi !

 

Il Presidente

Fernando Monfeli






Facebook Twitter Rss