

VITERBO - Recentemente, è emersa una controversia significativa all'interno della Direttiva europea riguardante la violenza contro le donne e la violenza domestica. Le segretarie confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso profonda preoccupazione riguardo al possibile indebolimento di questa direttiva, in particolare riguardo all'articolo 5 che definisce lo stupro come 'sesso senza consenso'.
Attualmente, la presidenza belga ha proposto modifiche al testo, eliminando la definizione di 'molestie sessuali nel mondo del lavoro' e l'articolo 5 riguardante lo stupro. Sebbene la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato siano ancora considerati reati penali, altre forme di violenza come la mutilazione genitale intersessuale, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali sul posto di lavoro sono state escluse.
Le donne rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo italiano di difendere fermamente le norme a tutela delle donne e di promuovere un pieno sostegno all'articolo 5 e agli articoli successivi nella formulazione attuale della bozza di lavoro, respingendo la proposta di modifica presentata dalla presidenza belga.
È evidente che la formulazione originaria della direttiva offre una maggiore protezione contro la violenza di genere, e qualsiasi modifica al ribasso sarebbe dannosa per le donne sia all'interno che all'esterno del luogo di lavoro. È necessario garantire maggiori tutele, non minori diritti.
Daniela Bocci Responsabile Coordinamento Donne First/Cisl Viterbo
Elisa Durantini Segretaria Generale Cisl Viterbo