ANNO 16 n° 274
''Cessi la partecipazione italiana alla guerra''
Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani
11/08/2016 - 09:38

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo:

Il governo italiano ha ammesso di aver già inviato segretamente truppe in Libia.

La cosa più folle e scellerata che si potesse fare ed insieme la più tragicamente coerente con la politica guerrafondaia, avventurista e golpista dell'esecutivo attuale.

E' un governo di irresponsabili, di insipienti e di fuorilegge. Che un parlamento da operetta, incapace di svolgere il suo ruolo, non ha saputo contrastare nei suoi deliri, costantemente avallando a posteriori ogni sciagurata demenza del gabinetto in carica.

Con un presidente della repubblica dedito perlopiù a vacui esercizi retorici e latitante quando si tratta di difendere la legalità repubblicana, che rinuncia a difendere il decisivo articolo 11 della Costituzione che si apre con le lapidarie, inequivocabili parole ''l'Italia ripudia la guerra''.

L'Italia si trova ancora illegalmente ed insensatamente in guerra: sia nel teatro afgano, sia in quello siro-iracheno, sia in quello libico.

Sperpera ingentissime risorse pubbliche in pro della guerra, della guerra assassina.

Rifornisce di armi e servizi dittature terroriste. E partecipa di alleanze militari terroriste e stragiste. Nel vortice della terza guerra mondiale a pezzi.

Cessi immediatamente l'illegale e folle partecipazione italiana alla guerra.

Si dimetta il governo.

Solo la pace salva le vite.






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