

VITERBO - Sono stati gli ultimi consiglieri provinciali eletti dai cittadini, nel 2010, e negli annali di via Saffi saranno ricordati soprattutto per l'estrema litigiosità che li ha contraddistinti e per le crisi politiche verificatesi almeno un paio di volte all'anno per tutto il quinquennio del mandato elettorale. Quinquennio vissuto pericolosamente, nato da una cena carbonara (ma a base di pasta alla boscaiola se vogliamo essere precisi) nottetempo a casa di quel Mario Lega, che sarebbe divenuto poi il capo di gabinetto del presidente, e durato incredibilmente cinque anni.
Parliamo degli ex inquilini di Palazzo Gentili, quelli ante riforma Delrio, che si sono tanto amati e tanto odiati tra di loro e che hanno fatto parte dell'amministrazione guidata da Marcello Meroi: ad un anno esatto dalla fine di quell'esperienza, quei 25 amministratori pubblici (15 di centrodestra e 10 di centrosinistra, se ancora è possibile parlare di centrodestra e centrosinistra) oggi praticamente risultano più o meno usciti quasi tutti dalla scena politica locale. Viterbonews24 ha deciso di non farsi gli affari propri (perchè avrebbe dovuto, del resto?) e di andare a vedere che fine hanno fatto. A cominciare da quelli che componevano la maggioranza.
Marcello Meroi L'ex sindaco ed ex deputato è stato presidente della Provincia per 5 anni. L'ultimo eletto a suffragio universale, e pure con un risultato percentuale degno di rispetto (56%). Aveva detto che dopo l'avventura di Palazzo Gentili avrebbe chiuso con la politica e si sarebbe dedicato al suo lavoro in uno studio notarile e alla sua passione principale, il basket. Così ha fatto, anche se nei mesi scorsi ha partecipato alla gestazione di Azione nazionale, il nuovo partito di Gianni Alemanno, senza però aderirvi mai. Dato più volte in procinto di entrare nella Lega di Salvini, ufficialmente per ora è fuori dai giri della politica.
Gianluca Mantuano Speedy sembra aver smesso di correre. Per lo meno dietro alle campagne elettorali e alle vicende politiche. L'entusiasmo di Fratelli d'Italia nella Tuscia pare essersi un po' raffreddato, ultimamente, specie quello del loro ''braccio armato'', che oggi si divide solo tra il lavoro e la sua bella famiglia.
Alberto Cataldi L'altro Fratello d'Italia è tra i due (l'altro è Maurizio Palozzi del Pd) della precedente esperienza amministrativa ad essere rimasto a Palazzo Gentili anche dopo la riforma, votato con elezione indiretta. Si impegna nell'opposizione a Mazzola, anche se in realtà i numeri della minoranza gli lasciano pochi margini di manovra. La sua consolazione sono i Mo.Ri, che spesso come lui votano contro, o proprio non votano per niente, la linea della maggioranza.
Fabio Bartolacci Dopo cinque anni in maggioranza in Provincia, il popolare sindaco di Tuscania si è immolato come candidato di un centrodestra pseudo unito nella corsa contro Mazzola, pur sapendo che non ce l'avrebbe fatta. Oggi ha il suo bel da fare a Tuscania, dove ultimamente rischiano di girargli le pale. Quelle eoliche, che qualcuno vorrebbe piazzargli a Montebello. Qualcuno che non ha fatto i conti col battagliero primo cittadino, ormai impegnato esclusivamente ad amministrare al meglio il suo comune.
Vincenzo Bruni L'ottimo chirurgo, dirigente del reparto di Chirurgia generale dell'obesità a Belcolle, si divide tra il lavoro e la sua grande passione, la barca a vela. Mica male. Anzi, certamente meglio andar per mare che fare il presidente del consiglio provinciale, carica a cui ha invano aspirato per cinque anni.
Bruno Capitoni L'ex capogruppo del Nuovo Centro Destra a Palazzo Gentili, narra la leggenda, pare sia tornato nella sua Grotte Santo Stefano senza più alcuna velleità politica.
Alessandro Cuzzoli L'eterno ''quasi assessore'' si dedica a tempo pieno all’attività di agricoltore nella sua Caprarola, ma, dopo aver fatto il sindaco per dieci anni, è pronto di nuovo all’impegno politico e infatti è in corsa come consigliere comunale nella lista di centrodestra ''Caprarola nel cuore'' per le elezioni comunali del centro sui Cimini. Nei libri di storia dell'ente di via Saffi (che è una roba tipo il De Bello Gallico) verrà ricordato per quella volta che, scontrandosi con l'allora presidente del consiglio Piero Camilli, annunciò di voler creare il gruppo consiliare ''Più a destra del centrodestra''. Momenti epici.
Salvatore Serra Il sindaco di Ischia, diciamolo, non è che abbia lasciato una gran traccia di sé a Palazzo Gentili. Specie come delegato alla polizia provinciale, corpo che di fatto alla fine non esisterà neanche più.
Francesco Urbanetti Si dedica al rugby nella sua Civita Castellana, e dopo le nomine del nuovo coordinamento provinciale di Forza Italia arrivate da Roma, sembrerebbe essere rimasto fuori dalle faccende dalla politica locale.
Laura Allegrini La ex senatrice non ha più incarichi istituzionali, ma ha partecipato attivamente a Roma alla costituzione dell’Azione nazionale di Alemanno, con un ruolo sicuramente più attivo di quello di Meroi. Però l'eco di questa sua verve nostalgica aennina nella Tuscia non si è ancora sentita.
Marco Torromacco Il portavoce delle istanze di Bagnaia è stato sostituito qualche metro più in là, a Palazzo dei Priori, dal consigliere comunale Arduino Troili. I risultati ottenuti per la frazione, però, sono comunque gli stessi, cioè pari a zero.
Francesco Bigiotti L’ex presidente del consiglio provinciale oggi è certamente uno dei migliori sindaci (del comune di Bagnoregio) che la provincia di Viterbo abbia mai conosciuto. Ha preso un capolavoro dimenticato e abbandonato come Civita e lo ha reso un gioiello che tutto il mondo invidia alla Tuscia. Riuscendo, con i proventi del turismo, ad eliminare le tasse per i cittadini del suo comune. Un esempio per tutti gli amministratori pubblici, a via Saffi e anche più in là.
Alfio Meraviglia Non sta più in Provincia, ma sempre con il presidente Mazzola gli tocca avere a che fare, dato che l’ex ragazzo dell'Europa, che come sempre è impegnato nel suo lavoro in banca, ricopre anche il ruolo di consigliere comunale di opposizione a Tarquinia.
Felice Casini Anche lui, come l’ex collega Torromacco, segue sempre la Viterbese Calcio. Nel tempo che l’impegno come consigliere comunale a Sutri, la famiglia e soprattutto il lavoro di collaboratore del sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, gli lasciano libero.
Francesco Galli Lo avevamo lasciato vice sindaco di Orte. Oggi non è più neanche in lista per le amministrative per le Comunali del suo paese.
E l’opposizione (vabbè, diciamo un po' opposizione)? Che fine hanno fatto quelli dell’opposizione a Meroi?
Federico Grattarola E’ stato lo sfidante di Meroi alle Provinciali del 2010 per la presidenza e poi il capogruppo del Pd per cinque anni. L’ex sindaco di Vignanello oggi è tornato ad essere solo uno stimato ingegnere informatico. I più lo ricorderanno per la sua battaglia in favore dei lavoratori precari di via Saffi. Una battaglia persa in partenza.
Maurizio Palozzi Insieme a Cataldi di FdI, è uno dei due sopravvissuti in consiglio provinciale della precedente amministrazione. Nel frattempo, poi, l’ex sindaco di Canepina è anche diventato capo della segreteria politica del consigliere regionale Enrico Panunzi.
Angelo Cappelli Di lui, che è anche sindaco di Capranica, si dice che alla Regione Lazio, dove lavora nella segreteria dell'assessore Fabio Refrigeri, sia divenuto il vero punto di riferimento dei viterbesi che hanno bisogno di rivolgersi all’ente regionale. E pare anche che i consiglieri regionali eletti della Tuscia questa cosa la digeriscano poco. Molto poco.
Gemini Ciancolini Per entrare come consigliere a Palazzo Gentili, a causa di un errore nella trascrizione dei verbali delle elezioni, fu costretto a fare ricorso al Tar, tanto ci teneva ad esserci. Pure se poi in consiglio in cinque anni lo si è visto poco o niente. Oggi scende di nuovo in pista come candidato sindaco fioroniano nella sua Vitorchiano, contro il candidato ufficiale del Pd. Un'operazione moderata e riformista.
Tolmino Piazzai Per anni l’uomo di riferimento della sinistra nell’Alta Tuscia, ad Acquapendente non figura più ormai neanche tra i candidati per le Comunali del prossimo 5 giugno. Ricambio generazionale.
Mirco Luzi Sindaco di Castiglione in Teverina al secondo mandato, l'anno scorso non è riuscito a centrare la riconferma in Provincia con le elezioni di secondo livello.
Alessandro Angelelli Ha ripreso il suo lavoro nel settore marketing. Al suo posto ora in consiglio provinciale siede il fratello Gianluca, sindaco di Civita Castellana. Staffetta di sangue.
Salvatore Carai In consiglio provinciale per cinque anni non lo si è visto quasi mai. In quello comunale di Montalto di Castro evidentemente pure, tanto che per lui è stata avviata una procedura di decadenza che alla fine lo ha tagliato fuori dall'assemblea del comune di cui per anni in passato è stato sindaco.
Raffaele Saladino Il professore dell’Unitus si era già di fatto autoescluso dalla politica quando ancora era in piedi la vecchia Provincia. Preferiva la ricerca universitaria a quella di un equilibrio politico a via Saffi. E mi sa che aveva ragione.
Giovanni Francola Chi l'ha più visto?