



CIVITA CASTELLANA - Numeri di tutto rispetto per la ceramica sanitaria italiana. Secondo una recente indagine di Confindustria ceramica (presentata ieri durante la consuetudinaria assemblea) nel 2022 sono stati prodotti complessivamente 3,6 milioni di pezzi (-10,34% rispetto al 2021) con un fatturato pari a 396,9 milioni di euro. La vendita sui mercati esteri si è attestata sui 156,8 milioni di euro, il 40% del totale.
I numeri a cui fa riferimento il report riguardano le 30 aziende ceramiche attive sul territorio nazionale, di cui ben 27 localizzate nel distretto civitonico. Facendo le dovute proporzioni, viene da se che la fetta più consistente in termini numerici riguarda il nostro polo produttivo.
Il fatturato:
Sebbene i volumi di vendita nel 2022 abbiano indicato una leggera flessione dell'8,2% rispetto al 2021, a registrare il segno positivo è stato il fatturato complessivo (396,9 milioni di euro), in crescita del +5,6% .
L'aumento c'è stato non solo sul 2021 ma anche rispetto ai quattro anni precedenti (336,3milioni nel 2018; 338,8mln nel 2019; 306,1mln nel 2020 e 368,8mln nel 2021).
Export:
Per quanto riguarda l'export, la Germania è il paese dove nel 2022 si è esportato di più con un valore complessivo di 31,56 milioni di euro. Seguono Francia e Svizzera rispettivamente con 19,22 e 17,76mln di euro. Quinti gli Stati Uniti (13,66mln) dopo i Paesi Bassi (14,7mln). A seguire Austria e Regno Unito con 12,27mln di export.
Tra i paesi del far east troviamo il Giappone con un fatturato pari a 4,76 milioni di euro, mentre nel medio oriente troviamo lo stato di Israele con 4,36mln e gli Emirati Arabi con 3,65mln. La perdita più importante di mercato estero si è registrata in Bulgaria (-47,96%), Polonia (-40,25%), Russia (-23,56%), Francia (-20,10%) e Regno Unito (-7,81%). Hanno invece aumentato la richiesta di prodotti nostrani il Belgio (+30,48%), Israele (+22,29%), la Finlandia (+28,49%) e i Paesi Bassi (+16,41%)