

VITERBO - Il messaggio è stato lanciato e seppur non a chiare lettere, tra le pieghe del discorso, è stato fin troppo esplicito. La Lega ha fatto un passo indietro ma altrettanto deve fare Forza Italia. In nome dell'unità della coalizione si è pronti a dare l'ok a candidato sindaco sia un altro partito della centrodestra, ma il nome non può essere quello di Giovanni Arena su cui insieme a Usai si è consumato un braccio di ferro andato avanti per un mese.
La Lega ha ritirato la candidatura del giornalista Mediaset, riportando i dadi al punto di partenza in un gioco a 'Monopoli' di cui non si vede la fine. Ha rimesso sul tavolo degli alleati il nome Enrico Maria Contardo, consapevole del fatto che la coalizione non vuole un candidato della Lega (''Non vogliono un candidato della Lega'', parole di Fusco ndr), ma ora si aspetta uno sforzo dagli altri e proposte nuove.
E così nelle ultime ore si sono rincorsi i rumors: a chi dava per imminente un passo indietro di Arena con una nuova proposta da parte di Forza Italia, c'è chi ha contrapposto il nome di Gianmmaria Santucci le cui quotazioni sarebbero in rialzo.
Sta di fatto, però, che nonostante il senatore Umberto Fusco abbia profilato all'orizzonte il lieto fine della telenovela nella scelta del candidato sindaco, così non è. L'annunciato incontro nel pomeriggio tra le forze della coalizione pare che non ci sia stato. I big, avvistati in mattinata a Viterbo, ieri pomeriggio sono tornati a Roma.
Di certo non è passato inosservato il senatore Francesco Battistoni, visto passeggiare non distante dalla sede della Lega, con il coordinatore provinciale di Forza Italia, Dario Bacocco. Nei paraggi si sono visti anche Daniele Sabatini e Giulio Marini. Ma pare che dal senatore azzurro non sia arrivata alcuna indicazione nuova. E, a meno che la notte non abbia portato consiglio, anche la giornata di ieri è trascorsa senza novità.
Si vocifera che oggi sarà il giorno X. Una giornata ad alto tasso di incontri per arrivare poi al summit che designerá le sorti della coalizione del centrodestra. O dentro tutti insieme individuando un candidato unitario che sia gradito alle forze in campo oppure un tutti contro tutti.
Con buona pace del sogno di un centrodestra unito. E con il rischio di dilapidare il grande vantaggio scaturito dalle urne. Era solo due mesi fa ma, tra discussioni, new entry, ripensamenti pesano come anni.