ANNO 16 n° 120
Centro migranti a Vignanello, critiche al progetto: “Rischia di alimentare allarme sociale”
Dubbi sui Centri di Accoglienza Straordinari e appello al governo Giorgia Meloni: “Servono integrazione e percorsi diffusi, non grandi strutture isolate”
30/04/2026 - 16:30

VIGNANELLO - “L’amministrazione comunale di Vignanello ha recentemente espresso una posizione che, secondo il nostro punto di vista, non tutela né la comunità locale né le persone coinvolte nei percorsi migratori, ma alimenta allarme sociale”.

“Esprimiamo in tal senso profonda preoccupazione rispetto alla gestione dell’accoglienza tramite un sistema, quello dei Centri di Accoglienza Straordinari, che non tutela né la comunità locale né le persone coinvolte nei percorsi migratori che non saranno seguite in un percorso di inclusione non previsto da tali forme di accoglienza”. “Vignanello è già aderente al Sistema di accoglienza SAI che si basa sulla presa in carico delle persone migranti atteso percorsi di tutela attenta alle esigenze sia delle persone accolte che delle comunità accoglienza in stretto contatto con l’amministrazione locale, pienamente coinvolta nella gestione. Un centro migranti all’ex night di Vignanello, frutto di politiche emergenziali della gestione delle migrazioni, che negli ultimi mesi ha sempre più orientato le politiche di accoglienza verso grandi strutture isolate, prive di reali percorsi di integrazione”.

“Lo dimostra anche il report di Action Aid sull’accoglienza uscito oggi sui Centri d’Italia 2026 “La frontiera, ovunque” che racconta l’emergenza creata dal governo. Grandi centri e sovraffollamento, crescita dei gestori profit, aumento della prima accoglienza, diminuzione dei controlli delle prefetture e mancata tutela dei minori, con il primo monitoraggio del dl 133/23 e gli esiti allarmanti dell’inserimento dei Minori stranieri non accompagnati nei Centri di prima accoglienza per adulti. Sono queste le conseguenze di uno stato “eccezionale” reso ordinario, che colpisce soprattutto i più vulnerabili, a partire dai minori soli”.

“Per Vignanello, il risultato concreto è evidente: invece di investire in progetti diffusi di integrazione, formazione e inserimento lavorativo, si propone una struttura che isola e marginalizza in linea con le politiche dell’accoglienza del governo Meloni che hanno rafforzato una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi. La nostra posizione è chiara: chiediamo al governo di abbandonare la logica dei grandi centri e di avviare politiche basate sull’integrazione reale, sviluppate insieme ai territori e alle loro realtà sociali. Vignanello non ha bisogno di nuovi luoghi di segregazione, ma di percorsi che favoriscano convivenza, opportunità e coesione. Rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni che vogliano lavorare in questa direzione, nell’interesse dei cittadini di Vignanello e nel rispetto della dignità delle persone migranti”. Così si è espresso il Circolo arci cantinone Aps




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