

di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Finito nel nulla il processo per la vicenda del centro estetico a luci rosse. Era la primavera di otto anni fa quando la squadra mobile della questura fece irruzione in un centro benessere in viale Trieste gestito da cinesi ritenuto dagli inquirenti come casa d'appuntamenti. I segni esterni dell’attività apparivano infatti equivoci, di fronte ad una pubblicizzata attività di centro estetico, in realtà appariva che mediante qualche extra solo comunicato agli avventori dopo il loro ingresso nella struttura, ivi si svolgesse attività organizzata di prostituzione. Il blitz portò all’arresto di tre persone, un uomo e due donne, nonché alla identificazione dei clienti presenti in quel momento. Da qui il processo a carico dell'uomo per violazione alla legge Merlin, che punisce l’organizzazione dell’attività di prostituzione.
Nel corso del procedimento nessuna delle donne addette al centro estetico ha riferito di essere stata costretta a prostituirsi e che nessuno aveva pagato extra per ottenere soddisfazioni sessuali, ma solo per maggior benessere fisico.
Il pm Paola Conti ha chiesto il non luogo a procedere per estinzione del reato, dopo avere riqualificato il reato, eliminando l’aggravante dello sfruttamento e favoreggiamento di più vittime. Il processo è stato definito dal presidente dr. Eugenio Turco per intervenuta prescrizione.