ANNO 16 n° 274
Centro accoglienza in via Bianchi: i dubbi dell'associazione Kyanos
Una lettera al sindaco e al prefetto
13/10/2016 - 15:54

Riceviamo e pubblichiamo da Marta Nori, presidente associazione Kyanos, la lettera che questa mattina è stata inviata al prefetto e al sindaco di Viterbo

VITERBO - In merito alla decisione della prefettura di accogliere alcune donne immigranti nelle strutture di via Emilio Bianchi, come associazione Kyanos, sempre attenta al benessere e alla salute delle donne con particolare riguardo alle categorie più vulnerabili quali, appunto le donne migranti, è nostra intenzione chiedere alcuni chiarimenti offrendo, al contempo, la disponibilità alla fornitura ad alcuni servizi gratuiti.

Ad esempio ci chiediamo quante siano le donne ospitate nella struttura; se ci sia la presenza di minori e di quali età; quali siano i servizi offerti all’interno di tale struttura; se tale struttura abbia i requisiti di legge per l’accoglienza e la permanenza temporanea di donne e bambini; se sia stata offerta un’assistenza sanitaria generale – urgente; a chi sia stata affidata la gestione dei servizi offerti alle donne? E con quale criterio è stato affidato l’ incarico ( bando? Affidamento diretto? Affidamento di urgenza?)

Noi dell’ associazione Kyanos ci rendiamo disponibili ad effettuare gratuitamente consulenza ginecologica alle donne presenti nelle strutture, nonché incontri di informazione sulla contraccezione femminile, sostegno psicologico, e consulenza e assistenza legale .

 Inoltre facciamo presente che l’associazione dispone di uno sportello salvamamma e che può fornire articoli ed abbigliamento di prima infanzia.

 Si confida nell’attenzione che si vorrà dare alle questioni sopra esposte ritenendo fondamentale che l’accoglienza di donne e bambini, soprattutto migranti debba essere garantita e gestita nel modo più idoneo a garantire la tutela dei diritti e della salute degli stessi.

 Si resta a disposizione per eventuali chiarimenti ed informazioni.






Facebook Twitter Rss