


VITERBO - Migliaia di euro addebitati sui conti correnti di ignari commercianti, che si sono trovati con alcune spese mai fatte da loro. Cene, aperitivi in ristoranti e locali romani, ma anche elettrodomestici di lusso. A effettuare pagamenti e acquisti con le carte di credito, tre procacciatori d’affari, due uomini di Viterbo e uno di Frosinone. Dopo aver sottoscritto dei contratti per il cambio di gestore alla vittima di turno, richiedevano e ottenevano a loro nome carte di credito. Sono 14 le vittime accertate di questa truffa, fra le zone del Portuense, Trastevere e Porta Portese.
I tre indagati, nel 2021, lavoravano porta a porta tramite un’azienda interinale come procacciatori di contratti per le aziende di energia, avrebbero utilizzato i documenti che la vittima aveva fornito al momento della sottoscrizione di un contratto per il cambio del gestore di energia elettrica e successivamente avrebbero utilizzato quest’ultimi per richiedere a suo nome una carta di credito associandola al suo conto corrente.
A scoprire il sistema dei tre uomini sono stati i carabinieri della stazione di Roma Portese, a seguito di una denuncia presentata da un commerciante, titolare di un minimarket a Roma, che aveva notato un pagamento di 3000 euro sul proprio conto corrente, ma con una carta di credito che non aveva mai richiesto e posseduto.
Nel corso delle indagini, i carabinieri sono riusciti a recuperare parte dei beni acquistati in frode e sequestrare ed eseguire l’analisi forense degli apparati cellulari in uso agli indagati. Grazie all’esito di questa perquisizione sono stati ricostruiti ulteriori episodi di sostituzione di persona, truffa, utilizzo fraudolento di carte di credito e furti in abitazione ai danni di altrettante 13 vittime, perlopiù anziani, raggirati con il medesimo modus operandi, per un totale di 14 commercianti raggirati.
Concluse le indagini i carabinieri di Porta Portese hanno dato esecuzione a ordinanze nei confronti di tre persone, due destinatarie della custodia cautelare in carcere, ed una destinataria dell’obbligo di presentazione in caserma, poiché gravemente indiziate. Le indagini sono ancora in corso al fine di accertare il coinvolgimento degli indagati in altri episodi come questi.