ANNO 16 n° 309
'Cena dei veleni', parla la teste, Anna Maria Formini: 'Le ho vissute come una minaccia alla mia famiglia'
Al via il processo a Viterbo che vede imputati la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
05/11/2026 - 20:03
di Massimiliano Vismara

VITERBO — 'Quelle parole le ho percepite come una minaccia alla mia famiglia'. Si è aperta con la testimonianza di Anna Maria Formini la prima udienza del processo legato alla vicenda della cosiddetta “Cena dei veleni”, che vede imputati per minaccia aggravata in concorso la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e suo marito Fabio Cavini.

I fatti risalgono a una serata in cui la coppia era ospite a casa di Marco Bruzziches, all'epoca consigliere comunale, e della moglie Anna Maria Formini. Durante la cena, Cavini avrebbe pronunciato la frase: 'Noi prendiamo lo stato di famiglia di una persona, scegliamo il più debole e lo andiamo a colpire'.

Le parole sono emerse da una registrazione audio effettuata di nascosto da Bruzziches nel corso dell'intera serata. Per i coniugi Bruzziches quella frase ha rappresentato un chiaro avvertimento, in particolare nei confronti di lui, impegnato in quel periodo nel controllo dei locali comunali in affitto.

La vicenda giudiziaria ha superato una prima battuta d'arresto nel novembre 2024, quando la Gup Fiorella Scarpato aveva disposto il non luogo a procedere per l'accusa originaria di minaccia a corpo politico. In seguito all'impugnazione della Procura, la Corte d'appello di Roma ha però disposto il rinvio a giudizio lo scorso 5 dicembre, riqualificando l'accusa in minaccia aggravata in concorso.

Alla prima udienza erano presenti la sindaca Frontini e il marito Cavini, difesi dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate, mentre i coniugi Bruzziches sono rappresentati dall'avvocato Samuele De Santis.






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