

di Roberto Pomi
VITERBO - Quartiere Murialdo, scoppia la polemica su una presunta cementificazione selvaggia del quartiere. A sollevarla l’ex assessore di epoca Marini Vito Guerriero, che dalla sua pagina facebook sta ponendo da qualche giorno la questione. Al centro la realizzazione di nuovi appartamenti nell'area sportiva del complesso dell’ex Collegio del Fanciullo, chiuso da anni e in stato di abbandono.
Un’operazione edilizia collegata alla realizzazione della nuova chiesa di Villanova e resa possibile da un’apposita legge regionale di epoca Polverini. Legge che consente per la realizzazione dei luoghi di culto di cedere al costruttore una cubatura pari al volume della chiesa stessa che si va a realizzare.
All’allarme lanciato da Guerriero, si è aggiunto in queste ore il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianluca Grancini, ponendo una serie di domande. ''Era proprio necessario realizzare un nuovo palazzo in un quartiere già saturo di cemento?''. E se si sta formando un fronte dei contrari non tutti però nel quartiere condividono la linea. C'è infatti chi ritiene emersa che l’intervento sia un’azione di riqualificazione di un’area in degrado. E c’è chi parla di strumentalizzazione politica della vicenda. A tal proposito è anche arrivata in redazione una lettera firmata.
''E’ sconcertante rilevare come alcuni nostri politici (o ex politici) riescano a travisare la realtà utilizzando ogni cosa per fini di propaganda – dice la lettera -. Vivo a Viterbo nel quartiere Cappuccini. Conosco alla perfezione il quartiere Murialdo, perché ci porto i miei figli a fare sport e perché ci ho giocato quando ero piccola, per cui la mia esperienza vale quanto quella del consigliere comunale e dell’ex assessore che dichiarano di parlare a nome del quartiere che in realtà non rappresentano.
I giornali, solo alcuni a dire il vero, titolano che 'un intero quartiere è in subbuglio' quando si tratta, a mio avviso, di uno sparuto numero di persone che cercano di sollevare un tumulto popolare solo per colpire questo o l’altro politico oggi governante o perché quello che si fa magari lo infastidisce a titolo personale (forse perché uno di loro abita lì davanti, ad esempio)''.
Ad avviso dell'autrice della lettara, ''parlano del vecchio fabbricato distrutto come una grande perdita quando era un obbrobrio di cemento a forma di cubo senza un senso, e soprattutto fatiscente. Ora, sebbene sia un’area privata, è stato sostituito da palazzine comunque gradevoli e almeno nuove, che hanno riqualificato la zona. Siete passati da via Murialdo? Ci sono dei parcheggi (ancora chiusi purtroppo, anzi ne solleciterei l’apertura) mentre prima, per portare mia figlia all’asilo lì davanti, non c’era uno straccio di posto.
I sostenitori della battaglia - prosegue - parlano del campo da calcio dove avrebbero giocato da bambini. Bene, ci ho giocato anche io ma loro dimenticano che i padri Giuseppini (qui si capisce quanto siano legati al quartiere) hanno dismesso il seminario almeno 7-8 anni fa, era tutto incolto e abbandonato. Don Cesare si prodigava per il suo mantenimento ma non c’era più nessun aiuto per tutto quel terreno incolto mancando i seminaristi.
Nessuno poteva più usarlo come campo da gioco come quando c’era il villaggio del fanciullo. Ora l’area da quello che dicono è della Curia e quindi privata. Se vogliono un giardino pubblico su un’area privata devono comprarsela. Vorrebbero che il Comune la prenda pagandola? Ma se non hanno i soldi per quei pochi metri di verde che ci sono figuriamoci se ne comprano un’altra''.
Poi una richiesta: ''Mi piacerebbe inoltre come cittadina, invece che vedere una foto col cellulare fatta da non si sa e in che sede, sapere veramente come è questo progetto, se c’è, e capire se c’è verde, parcheggi, strade o qualcosa per cui il quartiere ne tragga beneficio. Parlare senza sapere però è strumentalizzazione''.
Insomma la vicenda è piuttosto complicata e gli animi del quartiere divisi, per questo è necessario fare massima chiarezza su quanto sta accadendo.