

Riceviamo e pubblichiamo.
'La recente tornata elettorale, conclusasi con i ballottaggi dei giorni scorsi, ha animato una forte discussione nel mondo cattolico, mai così diviso sul sostegno all’uno o all’altro candidato. Partecipando ad un dibattito libero e democratico svoltosi sulle colonne del quotidiano Avvenire, aperto dal direttore Marco Tarquinio, ho scritto che, pur essendo un convinto elettore del Popolo della Libertà, non mi era possibile restare indifferente ai duri richiami che l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ha più volte indirizzato, in questi anni, alla giunta Moratti.
Se da parte della Curia milanese sussisteva questa forte insoddisfazione nei confronti dell’ormai ex sindaco, ci dovevano essere delle concrete motivazioni alla base, che andavano ben oltre le posizioni storicamente progressiste del clero ambrosiano (posizioni che non si erano manifestate in modo tanto palese nei confronti dell’operato del predecessore Albertini). Mi sono presto reso conto però, che il discorso oltrepassava le singole candidature fino ad investire la coscienza dell’elettore cattolico chiamato ad individuare dei criteri nella scelta degli schieramenti da sostenere. Il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino, ha firmato insieme ad altre autorevoli personalità del mondo cattolico un appello a sostegno della legge sul fine vita, con il quale si sollecita la Camera ad approvare il testo di legge così come licenziato dal Senato, senza altre modifiche. Lo stesso Don Sciortino poi, in questa campagna elettorale, ha sostenuto con forza le ragioni di quei cattolici che a Milano hanno scelto di votare Giuliano Pisapia.
E parliamo dello stesso Pisapia che non potrà mai condividere l’attuale impianto della legge sul fine vita considerata dai laicisti, di destra e di sinistra, una legge da stato etico. L’arcivescovo Tettamanzi, non ha mai invitato esplicitamente i milanesi a votare Pisapia, ma nel momento in cui è arrivato ad auspicare una primavera di cambiamento per Milano il messaggio è stato chiaro. Il tutto mentre i vertici della Conferenza Episcopale italiana ribadivano la necessità di sostenere quei candidati in grado di garantire la tutela dei valori “non negoziabili”.
Alla luce dell’esito elettorale di Milano e del sostegno di molti cattolici a Pisapia c’è da chiedersi in tutta franchezza: la difesa della vita, il contrasto all’aborto e all’eutanasia, la tutela della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio, il riconoscimento della parità scolastica, rappresentano ancora per i cattolici valori irrinunciabili o dobbiamo considerare prioritaria l’esigenza di garantire luoghi di culto per gli islamici? Deve essere temuta e contrastata di più dai cattolici una Lega che vuole impedire l’edificazione di moschee o una sinistra che non tollera la presenza nei consultori di volontari impegnati a dissuadere le donne che vogliono abortire? E’ più grave far sgomberare i campi rom o promuovere politiche che puntano ad equiparare le coppie di fatto alla famiglia tradizionale? Fermo restando che la solidarietà, l’assistenza e il sostegno alle fasce più deboli della società per un cattolico devono rappresentare una priorità, è immorale anteporre le ragioni della sicurezza a quelle dell’accoglienza?
Una cosa è certa: il centrodestra ha sbagliato clamorosamente a scatenare la crociata contro la “zingaropoli” di Pisapia sperando di far leva sulle paure della gente. Proprio quella crociata ha allontanato ancora di più il voto dei cattolici: non si è tenuto conto del fatto che il Cardinale Tettamanzi è tenuto in grandissima considerazione dal popolo dei fedeli per la sua straordinaria sensibilità in campo sociale. Nell’arcidiocesi che ha istituito il “fondo famiglia” a sostegno dei poveri delle parrocchie, e dove la solidarietà verso i più deboli è al primo posto nella scala dei valori, certi toni andavano sicuramente evitati. Ma resta la domanda di fondo: quali valori devono indirizzare oggi le scelte dell’elettore cattolico chiamato ad orientarsi fra le posizioni di monsignor Fisichella e quelle di don Gallo? '.
Americo Mascarucci