ANNO 16 n° 271
Caso Ugo Gigli, assolto dopo la morte
Depositate le motivazioni della sentenza che ne riconosce l'innocenza
31/08/2021 - 06:54

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Nel paradosso dell’italica giustizia dove alcuni processi non finiscono mai, vengono però a sentenza quelli ai defunti, nei confronti dei quali, per effetto del decesso, il reato si estingue.

Singolare in questo senso la vicenda del processo Gigli - Ater, discusso in primavera, pochi giorni dopo la morte dell'imputato, la cui sentenza è stata depositata in questi giorni.

In udienza, nonostante il decesso, il difensore, l'avvocato Enrico Valentini, chiese di discutere il processo perché fosse accertata l’innocenza del suo assistito.

Il collegio del Tribunale, presieduto dalla dottoressa Elisabetta Massini lo esaudì. Si discusse il processo: dove la procura fece la sua requisitoria e la difesa di Ugo Gigli la sua arringa, così come le difese delle coimputate Antonella Zei e Simona Laureti finite a processo insieme a Ugo Gigli - all'epoca dei fatti loro capo - con l'accusa di truffa, falso e violenza privata.

Il rinvio a giudizio di Ugo Gigli destò attenzione per la sua nota posizione di politico cittadino negli anni '70/'80 del secolo scorso.

E' importante la lettura delle motivazioni della sentenza in cui, sebbene Ugo Gigli sia deceduto, il Tribunale entra comunque nel merito dell'operato suo e degli altri imputati.

Il Tribunale che afferma che proprio dall’istruttoria dibattimentale erano emersi elementi per ritenere che non fosse stato consumato alcuno dei fatti penalmente rilevanti. Un pieno riconoscimento, quindi, anche per chi uscito dal processo per estinzione del reato, della sua innocenza a memoria della sua integrità morale che in ogni caso residua nei congiunti e negli eredi.

Sentenza certamente interessante che potrà fare scuola.






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