

ROMA - Un fascicolo sottoposto a segreto di Stato, contenente documenti inediti sul rapimento e l'uccisione del leader della Dc Aldo Moro, è misteriosamente scomparso o, più probabilmente, è stato fatto scomparire. Lo ha scoperto Angelo Allegrini, funzionario dell'Archivio di Stato di Viterbo, nominato consulente archivistico della Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dal Giuseppe Fioroni. L'incarico di Allegrini è pressoché a titolo gratuito.
Si tratta di un fascicolo che il ministero dell'Interno, dopo che il presidente del consiglio Matteo Renzi ha reso pubblici egli atti relativi a stragi e fatti di terrorismo coperti da segreto di Stato, avrebbe dovuto consegnarlo all'Archivio Centrale dello Stato. Ma, come ha scoperto Allegrini, non c'è mai arrivato.
''Tra le carte del Gabinetto del ministero dell'Interno - ha scritto Allegrini in una nota inviata alla Commissione parlamentare d'inchiesta - esisteva un fascicolo, il numero 11001/45, con intestazione 'Aldo Moro' che, pur elencato sia per il quinquennio 1976-1980 che per il successivo 1981-1985, non è mai giunto in Archivio Centrale''.
Ad avviso di Allegrini, benché vi siano agli atti della precedente Commissione d'inchiesta presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino, numerosi documenti riconducibili allo stesso fascicolo, non si può avere la certezza che i commissari abbiano ricevuto tutto ciò che conteneva.
''Probabilmente – ha dichiarato Fioroni al Fatto Quotidiano, che per primo ha diffuso la notizia della scoparsa del fascicolo segreto – che contenesse un rapporto riguardante la provenienza di alcune munizioni sospette raccolte il 16 marzo '78 in via Fani''. Munizioni che, secondo il presidente della Commissione, potrebbero essere state prelevate in un deposito del Nord d’Italia, forse riconducibile all'organizzazione Gladio, al quale avevano accesso solo sei persone.