

MESSINA - ''Ci sono molti aspetti che rendono ancora poco chiara la vicenda della morte dell'urologo Attilio Manca che nei giorni in cui il boss Provenzano era a Marsiglia era anche lui nel Sud della Francia per assistere ad un'operazione, come aveva detto alla mamma per telefono''. E' quanto ha detto il giornalista Luciano Mirone ieri pomeriggio nel Salone degli Specchi della Provincia di Messina, presentando il suo libro ''Un suicidio di mafia. La strana morte di Attilio Manca'' (Castelvecchi Editore).
''Ci sono - ha proseguito Mirone - tante omissioni da parte delle forze dell'ordine e della magistratura che avrebbero potuto chiarire la vicenda, noi siamo sicuri che Attilio non si sia ucciso, ma sia stato ammazzato dalla mafia perché probabilmente ha operato Provenzano a Marsiglia''.
L'autore ha poi ricordato che ''il giornalista di 'Chi l'ha visto?', Paolo Fattori, ha confrontato il verbale della squadra mobile di Viterbo, guidata all'epoca da Salvatore Gava, con i registri dell'ospedale Belcolle, dove Attilio Manca lavorava. Da quel confronto emerge una schiacciante verità: Manca non era in ospedale nei giorni del ricovero di Bernardo Provenzano a Marsiglia''.
''Un fatto incontrovertibile che si scontrava - e si scontra - ha osservato - con la relazione firmata dallo stesso Gava nella quale veniva scritto invece che l'urologo siciliano era di turno all'ospedale nei giorni in cui il boss si trovava in Francia per sottoposti ad un'operazione alla prostata''.