

VITERBO - Il Comune di Viterbo non si costituirà parte civile all'udienza preliminare che si terrà domani davanti al gup nella quale la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini compariranno come indagati per minacce a corpo politico. Il caso è quello della famosa cena dei veleni a casa di Marco Bruzziches nel corso della quale il consigliere sarebbe stato minacciato.
A spiegare le motivazioni, dopo che nella scorsa seduta la consigliera comunale Luisa Ciambella (Per il Bene comune) aveva presentato un'interrogazione, è stato ieri il vicesindaco Alfonso Antoniozzi.

''La giunta - ha detto Antoniozzi - ritiene non ci siano gli estremi per la costituzione di parte civile sia perché l’amministrazione comunale non ha ricevuto alcuna notifica relativa al decreto di fissazione di udienza preliminare e non è annoverata tra le persone offese, e a seguito della riforma Cartabia la costituzione di parte civile può avvenire solo in fase predibattimentale''.
Secondo il vicesindaco, inoltre, ''l’ordinanza emessa dal gip in merito al rigetto di giudizio immediato evidenzia l’assenza di prove per il reato contestato, e questo è il secondo motivo per cui il Comune non si è costituito parte civile''.