

VITERBO – Mistero sull’interrogatorio di garanzia a carico di Domenico Portici, l’ex responsabile del patrimonio immobiliare del Comune di Montalto di Castro arrestato martedì scorso per peculato ed accesso abusivo al sistema informatico.
“Anche noi stamattina (ieri per i lettori, ndr) abbiamo trasmesso una lettera alla Procura di Civitavecchia per conoscere l’esito dell’interrogatorio del nostro dipendente. Ma non ci hanno fatto sapere nulla. Del resto, per ora, non ci siamo costituiti parte civile”. A parlare è il sindaco della cittadina tirrenica Sergio Caci, raggiunto telefonicamente nel tardo pomeriggio.
Fino alla mattinata di ieri, il legale difensore di Portici era Pier Salvatore Maruccio (Foro di Civitavecchia) ma, poi, è cambiato e, stando a quanto si è appreso, è stato nominato un avvocato di Roma.
L’inchiesta, nel frattempo, potrebbe allargarsi. Seppure conclusa, infatti, ci sarebbe il forte sospetto da parte degli organi inquirenti che Portici abbia avuto qualche complice.
Il dipendente comunale, infatti, dovrà fornire spiegazioni sugli oltre 580mila euro derivanti dagli affitti delle case ex Enel che, secondo il sostituto Paolo Calabria, sarebbero stati riscossi dal dipendente comunale ma mai versati nelle casse del Comune. Portici, secondo l’accusa, avrebbe cioè manomesso gli importi riportati nel programma informatico di cui era unico utente ed avrebbe poi consegnato all’ufficio tesoreria somme sugli affitti completamente falsate. Resta, però, da capire dora dove sia finito quel denaro.
Oltre all’ordinanza di custodia cautelare, il gip Chiara Gallo ha disposto il sequestro dei beni mobili ed immobili, tra cui fabbricati, terreni, due macchine e una barca cabinata di piccole dimensioni. Sequestrati anche due fucili automatici, una carabina e una rivoltella, nonché munizionamenti di vario tipo, non regolarmente conservati e non regolarmente denunciati alle autorità. Nello stesso contesto operativo, infine, sono stati scoperti e cautelati anche sette pezzi di vasi etruschi di presumibile interesse storico-archeologico, illecitamente detenuti, che, sottoposti a sequestro, verranno affidati alla Soprintendenza per la custodia e la ricognizione tecnico-scientifica.
L’indagine era stata avviata nell’ottobre 2012, a seguito di un esposto del sindaco Caci che, dopo una serie di accertamenti interni, aveva rilevato un ammanco di centinaia di migliaia di euro sulla riscossione degli affitti delle case popolari relativi agli ultimi anni di amministrazione dell’era Carai.