ANNO 16 n° 276
''Casa di cura Orchidea, scongiurare chiusura''
Parla l'assessore regionale alle politiche sociali e alla famiglia Aldo Forte
10/02/2012 - 13:11

VITERBO - “La prossima settimana incontrerò il responsabile dell’associazione ‘Orchidea’”. Lo comunica in una nota l'assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte.

 “La Regione – aggiunge Forte – è tutt’altro che indifferente alle difficoltà che stanno vivendo le strutture ‘Dopo di noi’. La situazione della casa famiglia ‘Orchidea’, purtroppo, non è un caso isolato. È il frutto di un più generale ritardo nei pagamenti che abbiamo ereditato dalla passata amministrazione''.

Il vero problema è la pesante situazione debitoria: ''Parliamo di 5 miliardi di mandati emessi e non pagati. Si tratta di un gap pesante, che stiamo colmando nonostante le difficoltà di cassa e l’impossibilità ad accedere ad altri prestiti. Comprendo le grandissime difficoltà e va il mio apprezzamento a quanti hanno finora garantito l’assistenza ai sette disabili gravi di Proceno. Nell’incontro della prossima settimana cercherò di approfondire ulteriormente la vicenda con i responsabili dell’associazione. L’impegno della Regione per scongiurare la chiusura della casa famiglia c’è come c’è sempre stato”.

“Inoltre, - continua Forte - si aggiunge un’altra criticità: l’assenza di programmazione che ha guidato la creazione delle strutture ‘Dopo di noi’ regionali. Oggi ce ne sono dieci, distribuite a macchia di leopardo. All’atto della loro creazione non c’è stata un’analisi puntuale dei bisogni dei territori. In più, non sono stati previsti dei meccanismi di finanziamento che mettessero al riparo queste strutture dalle variazioni di disponibilità di risorse pubbliche. Variazione che si è verificata nell’ultimo anno, con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali e, soprattutto, con la cancellazione del fondo nazionale per la non autosufficienza. Cento milioni in meno di trasferimenti statali che abbiamo colmato con risorse regionali, ma questo sforzo non sarà più sufficiente già nel prossimo futuro”.

“Ecco perché, - conclude Forte - se da un lato stiamo pagando gli arretrati, dall’altro stiamo lavorando per riformare l’intero sistema socio-assistenziale. In particolare, per quanto riguarda il ‘dopo di noi’, stiamo lavorando al progetto di una fondazione che tenga assieme una pluralità di soggetti pubblici e privati che possano assicurare denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi. La fondazione, inoltre, si occuperà anche di un monitoraggio costante dei servizi ai disabili e di equilibrare l’offerta di strutture sui territori. Il tutto per assicurare non solo ai disabili, ma anche ai familiari, la certezza e la continuità dell’assistenza”.






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