

VITERBO - In queste settimane assistiamo a uno scenario politico e mediatico sconcertante. In TV e sui giornali si rincorrono dichiarazioni ad effetto, sia da chi governa sia da chi sta all'opposizione: sembra una gara a chi la 'spara più grossa'. La sensazione netta è che la politica sia già in perenne campagna elettorale, proiettata esclusivamente al calcolo del consenso per le prossime scadenze urne, cercando di strappare voti a scapito dell'avversario.
Nel frattempo, però, le reali ed emergenti necessità quotidiane delle persone vengono del tutto ignorate.
Un altro grande equivoco riguarda la narrazione delle piazze e delle manifestazioni. È doveroso ribadirlo: gli episodi di violenza, i danneggiamenti e le condotte illegali commesse da pochi facinorosi vanno fermamente condannati. Ma non si può usare la condotta di una sparuta minoranza per oscurare la realtà: il 98% di chi scende in piazza a protestare è fatto da gente normale, da famiglie perbene, da lavoratori e consumatori che chiedono solo ascolto e dignità.
Oggi la platea del disagio si è allargata in modo drammatico. Non parliamo più soltanto delle fasce di popolazione storicamente più deboli, ma di quella che un tempo era la classe media: un ceto che oggi, nei fatti, non esiste più. Il benessere è scomparso, prosciugato da un carovita e da un'inflazione incontrollata che stanno precludendo il futuro alle nuove generazioni. E attribuire ogni colpa ed emergenza alle guerre o al contesto internazionale rischia di essere un comodo alibi per non affrontare i nodi strutturali del nostro Paese.
Mentre si parla – giustamente – delle difficoltà degli agricoltori o dei trasportatori, ci si dimentica che anche loro, una volta spenti i motori dei trattori o dei camion, tornano ad essere semplici consumatori e padri di famiglia. E in questo spietato ingranaggio economico, il consumatore finale resta sempre l'ultimo anello della catena, quello su cui si scaricano tutti i rincari:
Continuare a ripetere che la soluzione sia aumentare gli stipendi è un falso problema e una scorciatoia illusoria. A cosa serve un piccolo aumento in busta paga se nello stesso istante i costi per vivere raddoppiano? La priorità assoluta non è rincorrere i salari, ma abbattere e calmierare i costi dei beni e dei servizi essenziali, mettendo un freno a un sistema fiscale ed economico che sembra favorire unicamente i profitti delle grandi multinazionali a danno dei cittadini.
Come FNC Consumatori e Confconsumatori Viterbo, chiediamo alle istituzioni di smettere di fare propaganda elettorale sulla pelle della gente e di intervenire subito con misure concrete:
I cittadini e le famiglie non sono una riserva di voti da attingere all'occorrenza, né il cuscinetto finanziario su cui scaricare ogni crisi. È ora che la politica torni ad occuparsi dei bisogni reali delle persone.
Antonio Nobili – Presidente Nazionale FNC Consumatori
I Responsabili di Confconsumatori Viterbo