

di Monica Di Lecce
CIVITA CASTELLANA – I numeri sembrano dare ragione ai ''proibizionisti'': 10 accessi al pronto soccorso per alcol domenica 24 febbraio, 4 domenica scorsa, 3 marzo. L’ordinanza del sindaco che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche dalle 12 alle 22 a tutti i bar, ristoranti, alimentari, negozi, esercenti e rivendite di qualsiasi tipo posti sul percorso della sfilata dei carri e quelli inferiori a una distanza di 200 metri, ha sortito l’effetto di tamponare gli eccessi del carnevale. Un successo sul fronte dell’ordine pubblico meno per le casse di quelle attività (sono una ventina in totale quelle interessate dal provvedimento) che hanno registrato un mancato introito e che domenica per protesta sono rimaste chiuse.
''Vietare da bere – dice L.R. di uno dei gruppi organizzati – non serve a nulla se non a creare danni economici alle attività. Non è così che si risolve il problema. Forse basterebbe una diversa organizzazione che faccia controlli più stringenti. E poi è anche giusto far pagare chi crea i danni''.
''Si è svuotata una zona della città per riempirne un’altra – afferma la titolare di una di queste attività – la prescrizione dei 200 metri è ridicola perché a che chi fa chilometri per il carnevale, non pesa fare 50 metri in più e trovare da bere. E’ accaduto quindi che mentre noi stavamo chiusi, altri fuori dal raggio dei 200 metri hanno aperti e hanno registrato il pienone''.
Le fa eco un altro esercente: ''chi voleva bere, lo ha fatto trovando aperte quelle attività, fuori dal perimetro, che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Il sindaco ha detto che l’ordinanza è stata un compromesso per rispetto alla linea di vietare la vendita degli alcolici su tutto il territorio comunale. Sta di fatto però che per noi il danno è stato notevole''.
Una stima precisa della perdita da mancato incasso è difficile da fare: ci sono attività che stimano il danno in qualche migliaia di euro, altre in qualche decina di migliaia di euro. La cifra complessiva dovrebbe essere comunque a quattro zeri. Sta di fatto che oggi, in occasione del martedì grasso, l’adesione alla ''serrata'' di protesta potrebbe non essere così corale come domenica scorsa.
Passato il Carnevale i titolari di bar ed esercizi pubblici valuteranno con un legale, a cui pare abbiano già dato incarico di studiare la faccenda, se intraprendere il ricorso al Tar e instaurare una richiesta danni.