

CIVITA CASTELLANA - (A.S.) 'Caro Prefetto, il nostro Carnevale non è il far west, troppe restrizioni e divieti rischiano di trasmettere un'immagine distorta della manifestazione. Per questo chiediamo un confronto per meglio illustrare cosa rappresenti veramente il carnevale per Civita e se vorrà potrà anche mascherarsi e prendere parte alla sfilata'. È da questa provocazione che, nei giorni scorsi, è partita una raccolta firme per “salvare” il Carnevale civitonico, indirizzata al prefetto di Viterbo Sergio Pomponio. L’iniziativa è stata lanciata da Francesco Romito, avvocato di professione, insieme a Vasco Alessandrini e Cristina Biondi.
La petizione, pubblicata online, ha ottenuto in breve tempo una grande diffusione, diventando virale e raccogliendo anche il sostegno di M5S e Rifondazione comunista.
'Le tristi notizie che in questi giorni circolano circa l’imposizione di nuove e ulteriori misure di sicurezza da parte della prefettura - si legge nella nota - destano forte preoccupazione nella cittadinanza falisca. Preoccupa molto che la prefettura abbia ritenuto obbligatorio adottare ulteriori nuove misure, come ad esempio l’uso di vernici ignifughe per decorare carri o la pesatura degli stessi, cosi come preoccupano le paventate blindature di strade e l’imposizione del coprifuoco per i negozi e i pubblici esercizi, insinuando la paura di chissà quali temibili scontri o violenze o violazioni di norme contro l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti, che l’apertura dei negozi in qualche modo favorirebbe, il che è un’ennesima offesa per chi ci lavora e ci campa'.
Secondo i promotori, le misure ipotizzate trasmetterebbero un’immagine distorta della manifestazione: 'Si rischia - ha puntualizzato Romiti - di fare una descrizione sbagliata della realtà rappresentando quella che è forse la più sentita e coinvolgente tradizione popolare come un’occasione di scorribande per vandali, spacciatori e violenti. La prevenzione non si fa con la militarizzazione e non è possibile accettare supinamente decisione stabilite dall'alto. Il nostro carnevale non è una questione di ordine pubblico per questo chiediamo un tavolo di confronto con il prefetto e gli enti preposti per affrontare al meglio la questione'
Poi la provocazione: 'Il Carnevale è parte integrante della storia e della cultura locale. Chi non capisce ciò, finisce inconsapevolmente per offendere la sua storia e non si dimostra all’altezza del delicato incarico istituzionale affidatogli. Per tale motivo - concludono i promotori - invitiamo sommessamente e rispettosamente il prefetto innanzitutto a mascherarsi e sfilare a Civita Castellana per conoscere il carnevale civitonico e, comunque, qualora proprio sua eccellenza non si senta capace di relazionarsi con la cultura e la tradizione del carnevale civitonico e di entrare in sintonia con la sua cittadinanza, a chiedere il trasferimento in altra prefettura'.