ANNO 16 n° 274
Carne avariata, indagato un viterbese
Nei guai con altre 18 persone. Gli sarebbe contestato l'omesso controllo
10/11/2017 - 02:21

VITERBO - C’è un viterbese indagato dell’inchiesta sulla carne avariata che ha portato in Toscana all’arresto di 5 persone.

A finire nei guai è il 49enne Mario Scala di Valentano iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 18 persone:  Andrea Cassigoli, 54 anni, di Borgo San Lorenzo (Firenze); Carmela Carandente, 52 anni, Calvizzano (Napoli); Francesco Boi, 59 anni, di Pau (Oristano); Luigi Abati, 79 anni, di Montespertoli; Paola Abati, 48 anni, di Firenze; Elisabetta Abati, 44 anni, di Firenze; Alessandro Abati, 42 anni, di Empoli; Stefano Pardini, 53 anni, di Camaiore; Paolo Viola, 59 anni, Oppido Lucano (Potenza). Yajaira Jimenez, 45 anni, del Venezuela, residente a Camaiore; Elena Chichiarelli, 50 anni, di Avezzano (L’Aquila); Vincenzo Campolo, 52 anni, di Pozzuoli (Napoli); Francesco Bottigliero, 34 anni, Capua (Caserta); Antonio Sorrenti, 55 anni, di Labico (Roma); Nicola Zitelli, 51 anni, di Caserta, maresciallo dell’Aeronautica a Grosseto; Andrea Cusumano, 47 anni, di Torino; Luca Mignone, 29 anni, di Benevento militare a Pistoia e residente a Livorno; Samuele Soru, 40 anni, di Alghero (Sassari).

Tra gli indagati ci sono commercianti, veterinari della Asl e i responsabili delle stazioni appaltanti, tra cui anche dei militari ai cui sarebbero contestate condotte di omesso controllo.

Ai domiciliari, invece, si trovano Bonello Parlanti, Francesco Parlanti, Enrico Parlanti e Francesco Parlanti, tutti residenti nel pistoiese, responsabili della “Alessio Carni snc” di Monsummano Terme, specializzata nella fornitura di alimenti oggetto dell’inchiesta dei Nas, e il commercialista Spartaco Capaccioli.

Secondo la procura di Pistoia la ditta a partire dal 2015 si sarebbe aggiudicata appalti pubblici di forniture alimentari per diversi milioni di euro, assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, abbattendo i costi attraverso un sistema criminale collaudato: la prassi sarebbe stata quella di acquistare in Toscana carne di cattiva qualità e spacciarla per tagli pregiati.

Nelle mense dei loro clienti, tra cui ospedali, scuole e caserme militari, arrivava carne avariata e contaminata da batteri e se veniva rimandata indietro l’azienda la ripuliva e la inviata in qualche altra mensa.

Tra i clienti della Alessio Carni ci sono anche la Scuola Marescialli dell’Aeronautica militare di Viterbo e il Centro Logistico di Orte.

Le indagini sono partite a gennaio del 2016 quando è stata sequestrata mezza tonnellata di carne non conforme ma i primi controlli con esito irregolare nell’azienda risalirebbero al 1988.






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