ANNO 16 n° 272
Caritas: ''A Viterbo accolti 16 profughi ucraini, 8 di loro sono bambini''
Il direttore Luca Zoncheddu: “Pacchi alimentari alle famiglie che li ospitano per aiutarle a sostenere le spese''
Marica
31/03/2022 - 06:55
di Marica Orefice

VITERBO - Tante le mobilitazioni di associazioni ed enti che si sono attivate nella Tuscia per aiutare chi scappa dalla guerra in Ucraina. La Caritas di Viterbo è una di queste, sempre pronta a dare sostegno ai più bisognosi.

''Siamo riusciti ad accogliere 16 ucraini che sono fuggiti dalla guerra, tra questi ci sono 8 bambini – spiega il direttore Zoncheddu -, prevalentemente si tratta di donne e bambini che chiedono un posto in cui poter dormire. Noi ci coordiniamo direttamente con la Caritas italiana che a sua volta sta in contatto con la Caritas ucraina e di tutti i Paesi limitrofi, come la Polonia''.

''Sono state tante le richieste di aiuto che provengono direttamente da famiglie ucraine residenti nel territorio viterbese che hanno accolto i rifugiati nelle proprie case, spesso trattandosi di parenti o amici'', prosegue il responsabile.

Infatti, l’ospitalità ha un costo e spesso le famiglie che offrono questo servizio si trovano in una situazione economica difficile, per questo la Caritas dona pasti caldi o pacchi alimentari per cercare di sostenere le spese di chi offre un riparo.

''Uno dei problemi più evidenti è la loro permanenza sul territorio italiano: tanti entrano nel nostro Paese senza documenti o non sono in possesso dello status di rifugiato, quindi, viene a crearsi un’aspettativa di rientro. Questo aspetto è ancora da definire, noi cerchiamo di aiutare tutti ma il nodo cruciale sta nel riuscire a creare una rete di contatto più forte, cercando di individuare ed integrare i nuovi arrivati''.

Infine, il direttore della Caritas spiega come si sta cercando di accoglierli e seguirli, nonostante la situazione frammentata in cui si trovano attualmente. A questo fine, la prossima settimana si terrà un incontro via zoom aperto a chiunque, in cui interverranno le varie parrocchie locali e le diverse Istituzioni locali, sperando di poter riuscire a fare un quadro generale della situazione.






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