ANNO 16 n° 211
Carceri al collasso, l'allarme di Sinistra Italiana-Avs: 'Viterbo simbolo della crisi'
Valeria Bruccola e Danilo Cosentino: 'Sovraffollamento, suicidi e condizioni di detenzione incompatibili con la Costituzione
29/07/2026 - 09:18

VITERBO - 'Le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato'! Così ha dichiarato seccamente il Procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, secondo il quale le carenze strutturali dei penitenziari italiani, anche in termini tecnologici, favoriscono ogni sorta di infiltrazione, malavitosa, in una situazione di cronica e annosa insufficienza del sistema stesso, sia in termini di capienza, in termini di sicurezza e controllo, che di funzione stessa della detenzione voluta dalla Costituzione. L'ultimo episodio in ordine di tempo, il suicidio di un detenuto nel carcere di Viterbo, avvenuto dopo una serie di drammatici eventi iniziati con un incendio doloso che, propagatosi velocemente, ha determinato un alto numero di intossicazioni tra detenuti e agenti.

Quello di Viterbo è l'ennesimo episodio che accende un riflettore su una questione che, sebbene resa evidente da dati incontrovertibili e denunce circostanziate e ampiamente documentate, non è stata minimamente presa in carico dal Governo, salvo il fatto di aver sollevato l'ennesimo scontro istituzionale a fronte di una demagogica propaganda di difesa della Polizia penitenziaria da parte del Ministro Nordio. Ormai lo scontro istituzionale è il sostrato su cui l'attuale maggioranza annaspa, nel tentativo di accaparrarsi fette di consenso nonostante inefficienza e incoerenza, ma i dati, quando ripresi ed analizzati con onestà intellettuale, fotografano una realtà assai inquietante e persino incostituzionale, in cui le dichiarazioni di De Lucia trovano spazio e fondamento. Stringendo il fuoco solo sulla situazione del Lazio, la situazione che ne emerge è anche oltre il collasso del sistema penitenziario, rappresentando una delle realtà più critiche del Paese. Spicca proprio Viterbo, con un tasso di sovraffollamento che raggiunge anche il 170%, determinando una crescente pressione psicologica sui detenuti ma anche sul personale.

Già nel 2025, il Sole 24 Ore affermava che 'di carcere si muore, da entrambe le parti delle sbarre'. Secondo varie ed autorevoli fonti, tra cui l'ISTAT, anche i casi di suicidio tra le forze dell'ordine, infatti, subiscono una impennata proprio nell'ambito della Polizia penitenziaria, sollevando non poche domande sulla condizione delle carceri italiane, a cui, tuttavia, non segue alcuna risposta. Secondo l'ONSFO, l'Osservatorio Nazionale Suicidi Forze dell'Ordine, non esiste una seria analisi né dei dati né delle cause, cosa che conferma una mancanza di volontà politica non soltanto verso una seria presa in carico della grave problematica ma nemmeno a tutela e sostegno nei confronti di coloro i quali, come sostiene Nordio, rappresenterebbe la colonna portante della sicurezza nazionale, le Forze dell'Ordine.

Come quasi tutto, ormai, anche la detenzione, in Italia, rappresenta un elemento di contraddizione rispetto ai dettami costituzionali, lo dicono i fatti! Se, come nel Carcere di Mammagialla di Viterbo, le condizioni dei detenuti tradiscono l'Articolo 27, per cui 'le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato', ci chiediamo come possano essere garantiti questi principii in presenza di una totale inerzia nei confronti di quanto ormai costituisce una bomba ad orologeria, tenuta a bada, secondo De Lucia, da una volontà precisa. Nemmeno i più elementari criteri di sicurezza sul lavoro, inoltre, a tutela di chi vi opera, sarebbero poi garantiti per il personale che si trova a subire un clima sempre più violento e opprimente, per altro effetto di quella crescente tensione sociale che si riflette anche all'interno delle carceri italiane. In uno scenario simile, risulta inaccettabile l'inerzia dello Stato, oppure risponde ad una precisa logica, inammissibile, che ha trasformato le pene da scontare e la riabilitazione sociale in ulteriori baluardi di visioni retrograde poco degne di una società civile, come millanta di essere la nostra 'nazione'. Quali saranno le prospettive di fronte alla negazione reiterata della problematica? Altri drammi, altri suicidi, altre inutili e brutali repressioni!

 

 

Valeria Bruccola, Segretaria della Federazione provinciale di Sinistra Italiana-AVS

Danilo Cosentino, Segretario della Federazione regionale di Sinistra Italiana-AVS






Facebook Twitter Rss