

VITERBO - Dall'inizio del mese di febbraio, alcuni medici stanno effettuando uno screening di massa sullo stato di salute dei detenuti del carcere viterbese di Mammagialla. Iniziative analoghe sono in corso negli altri 13 istituti di pena del Lazio. Al termine dello screening i reclusi controllati saranno complessivamente oltre 7mila. Il protocollo prevede che a ognuno dei detenuti che dovesse averne bisogno venga prescritta una terapia personalizzata. I medici dovranno individuare anche la presenza di reclusi le cui condizioni di salute non sono compatibili con il regime carcerario. Scopo dell'iniziativa: prevenire le malattie, soprattutto quelle infettive, e in particolare i suicidi all'interno degli istituti di pena.
''Quello avviato - ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - è un progetto di grande civiltà, che ritengo significativo per migliorare la sanità penitenziaria della nostra regione. Per la prima volta - ha aggiunto - si avvia infatti uno screening di massa della popolazione carceraria. Si tratta di una rilevazione strategica di dati, effettuata con criteri controllati su sei regioni pilota, che fornirà una visione epidemiologica globale e sostenibile della popolazione carceraria e permetterà di mettere in atto interventi utili a garantire le cure adeguate e a ridurre la piaga dei suicidi''.
L'iniziativa della Regione Lazio, infatti, si muove nell'ambito del progetto varato dal ministero della Salute per monitorare le condizioni dei detenuti negli istituti penitenziari di sei regioni italiane. Il progetto ha valenza interregionale in quanto coinvolge la Toscana, Regione capofila, Umbria, Veneto, Liguria e l'Asl di Salerno. Alla Casa Circondariale di Rieti', alla fine del percorso, spetta il compito di valutare i rischi suicidari attraverso uno specifico protocollo di intervento elaborato dal tavolo tecnico ministeriale.