

VITERBO - La situazione delle carceri del Lazio continua a destare forte preoccupazione, ma tra gli istituti più in sofferenza spicca in modo evidente il carcere di Viterbo, dove si intrecciano sovraffollamento strutturale e grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria.
Secondo i dati aggiornati al 5 gennaio 2026 e pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia, negli istituti penitenziari della regione Lazio sono presenti 6.637 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 5.312 posti, con un sovraffollamento complessivo di 1.325 unità.
703 detenuti presenti
440 posti regolamentari
+263 detenuti oltre la capienza
Un dato che colloca Viterbo tra gli istituti più sovraffollati del Lazio, insieme a Rebibbia, Rieti e Civitavecchia.
Il sovraffollamento incide pesantemente sulle condizioni di vita dei detenuti e rende estremamente complessa la gestione quotidiana dell’istituto, compromettendo anche lo sviluppo di percorsi trattamentali efficaci, fondamentali per il reinserimento sociale e la riduzione della recidiva.
Alla pressione numerica dei detenuti si aggiunge una drammatica carenza di personale. Nel carcere di Viterbo risultano:
330 agenti previsti in organico
258 agenti effettivamente in servizio
Una carenza di circa il 22%
A livello regionale, su 3.418 unità previste, ne sono presenti 2.811: mancano 607 agenti, pari a circa il 18% dell’organico. Una situazione che costringe il personale in servizio a turni massacranti, carichi di lavoro eccessivi e un rapporto detenuti/agenti non sostenibile, con ricadute dirette su sicurezza e stress lavorativo.
La carenza di personale produce ulteriori criticità operative. In caso di piantonamenti ospedalieri, il servizio ricade spesso sui reparti detentivi già in sofferenza, anziché sui nuclei traduzioni, aggravando ulteriormente le condizioni di lavoro.
La situazione rischia di peggiorare con le nuove aperture previste, tra cui nuovi padiglioni proprio a Viterbo, senza un adeguato e preventivo rafforzamento degli organici.
La FNS CISL Lazio lancia un appello chiaro: è necessario un intervento immediato per compensare le perdite di personale, completare gli organici e garantire condizioni di lavoro dignitose agli agenti e standard di sicurezza adeguati per i detenuti.
«Occorre migliorare le condizioni di lavoro del personale penitenziario, garantire il pieno rispetto delle norme contrattuali e aumentare le risorse umane, sia negli istituti per adulti che in quelli minorili – sottolinea il sindacato –. Continuare a comprimere i diritti del personale non è una soluzione».
Per la FNS CISL, senza correttivi urgenti, il rischio è il ripetersi di eventi critici che mettono in pericolo la sicurezza collettiva, il benessere dei lavoratori e la funzione rieducativa della pena, così come prevista dalla Costituzione.