ANNO 16 n° 91
Carburanti e bollette, Abaco denuncia: 'Necessaria una regia pubblica sull'energia'
L’associazione afferma che dietro i rincari si nascondono dinamiche speculative e chiede al Governo interventi urgenti per colpire gli extraprofitti energetici
01/04/2026 - 09:01

VITERBO - In data odierna, in numerose regioni italiane, la Guardia di Finanza sta conducendo controlli a tappeto lungo l’intera filiera della produzione e distribuzione dei carburanti. L’operazione scaturisce dall'esposto presentato dai presidenti regionali di A.Ba.Co. grazie al lavoro dell’avvocato Vincenzo Perticaro, per denunciare la dinamica speculativa che, sfruttando la crisi internazionale e la contrazione degli approvvigionamenti, avvantaggia esclusivamente i colossi del settore energetico.

L’analisi del mercato condotta tra febbraio e marzo evidenzia una grave distorsione: a fronte di un’impennata del greggio del 65%, i prezzi alla pompa sono saliti immediatamente sopra i 2 euro al litro, rimanendo però immobili quando le quotazioni sono scese. Questo meccanismo dimostra come le aziende non prezzino il costo reale del prodotto, ma incorporino margini di profitto arbitrari e il rischio d’impresa.

Tale strategia ha di fatto annullato il beneficio del taglio delle accise di 25 centesimi deciso dal Governo: le imprese hanno incamerato il bonus come extra-profitto, mentre lo Stato finanziava la misura riducendo di 86 milioni di euro il fondo per la sanità pubblica.

Con il 12% delle famiglie in povertà energetica e una spesa media annua complessiva per famiglia 2.055 euro; Spesa media annua per il solo gas 1.316 euro. A.Ba.Co. chiede che l’energia torni sotto una regia pubblica per eliminare le rendite di posizione delle compagnie private.

Nell'immediato, si rendono necessarie misure di protezione sociale come una moratoria sui distacchi delle utenze per morosità, l'istituzione di un 'minimo energetico' garantito di 2 kWh di elettricità e 1 smc di gas al giorno, e l'innalzamento della soglia ISEE per i bonus energetici a 35.000 euro per salvaguardare il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati.

Sul piano strategico, l'associazione denuncia come la sovranità energetica tanto reclamata dal Governo italiano non possa ridursi a nuove dipendenze commerciali verso Paesi instabili come Algeria e USA. È necessario un piano pubblico che guardi al modello della Spagna, dove massicci investimenti nelle rinnovabili garantiscono costi dell’elettricità drasticamente inferiori: circa 14 euro al MWh contro i valori italiani superiori ai 100 euro.

La pressione inflattiva, già alimentata dai costi energetici, subisce ora un’ulteriore e drammatica accelerazione a causa della proclamazione dello sciopero dei camionisti previsto dal 20 al 25 aprile. Il blocco dei trasporti e l'inevitabile aumento dei costi logistici si riverseranno immediatamente sui prezzi al consumo, colpendo in modo indiscriminato la spesa quotidiana delle famiglie e aggravando un quadro già critico.

Per contrastare questa deriva e prevenire un’escalation dei prezzi insostenibile, A.Ba.Co. chiede un incontro al Governo, in particolare al Ministero delle imprese e del made in Italy e al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, per l'attuazione di misure drastiche e non più rinviabili: l’azzeramento dell'IVA sui beni primari, la definizione di un 'paniere popolare' con prezzi indicizzati ai valori pre-crisi e una tassazione al 100% degli extraprofitti rivolta all'intera filiera energetica.

Solo una strategia di questo tipo, che colpisca le rendite di posizione accumulate a monte, può fermare la redistribuzione della ricchezza verso l'alto che sta impoverendo il Paese e garantire la tenuta sociale di fronte ai nuovi rincari previsti per il mese di aprile.






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