ANNO 16 n° 272
Carabinieri, in calo i reati ma aumentano le frodi informatiche
Celebrato il 208esimo anniversario dell'Arma. Il colonnello Antonazzo: ''In piazza per garantire il nostro impegno per il bene comune''
06/06/2022 - 22:42

VITERBO - Celebrato anche a Viterbo il 208° anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri. La manifestazione, quest'anno, si è tenuta nella cornice inedita di piazza del Plebiscito. Per il comandante provinciale, Andrea Antonazzo, è stata l'occasione per tirare le somme dell'attività dei carabinieri.

Il comandante, in particolare, ha ricordato le brillanti operazioni come  quella che nell’estate del 2019 ha consentito l’arresto di un sodalizio di cittadini cileni, gravitanti ad Ostia, che avevano consumato, a Viterbo, Civita Castellana, Blera e Vetralla, una rapina e diversi furti in abitazione;

le attività che hanno consentito di far luce sulla rapina consumata, nel luglio 2020, nell’abitazione di un’anziana donna alla quale era stata sottratta una rilevante somma di denaro;

quelle conclusesi con l’arresto di due persone residenti nella provincia di Roma che, nella prima metà del 2021, avevano commesso una rapina e una serie di furti in diverse abitazioni del viterbese e della capitale;

quella che ha portato all’arresto delle sette persone autrici della rapina perpetrata nel novembre del 2020 all’ufficio postale di Canino.

''Si tratta - ha specificato il colonnello Antonazzo - di un’attività d’indagine condotta in perfetta sinergia con la Polizia Stradale di Viterbo''.

E poi la recente individuazione, in collaborazione con la Polizia Penitenzia di Viterbo, di alcuni degli autori dell’assalto armato al portavalori compiuto nel 2016, quando venne asportato un bottino di oltre un milione di euro.

Il numero complessivo dei delitti per i quali procede l’Arma, pari all’84% di quelli denunciati, è stato nel 2021 inferiore a quello del 2019, ultimo anno pre-pandemico, a testimoniare una sempre migliore vivibilità del nostro territorio.

''La scarsa dimestichezza degli utenti del web - ha aggiunto il comandante provinciale - che hanno mosso, solo nell’ultimo periodo, i loro primi passi nel mondo virtuale è alla base un’attenzione particolare avendo registrato, nell’ultimo biennio, un aumento delle frodi informatiche. Per questo abbiamo iniziato a “pattugliare” anche la rete con strumenti e capacità nuove alle quali il nostro personale viene progressivamente specializzato.

Soprattutto è particolare la nostra cura - ha detto - nel tutelare le vittime di un’altra - più subdola ed inaccettabile - forma di violenza, quella di genere. Abbiamo potuto contare, negli ultimi 3 anni, sulla nuova normativa, la L. 19 luglio 2019, n. 69, che ha istituito il cd. 7 “Codice Rosso”, che ci ha fornito strumenti più moderni ed efficaci da affiancare alla capacità di ascolto - rassicurante e professionale - delle 56 Stazioni dei Carabinieri della nostra Provincia, supportate, in questo delicato settore, dai militari specializzati del Nucleo Investigativo facenti parte della Rete nazionale di monitoraggio per la violenza di genere''. 

Solo nel 2021 i casi di codice rosso sono stati 342 i casi perseguiti, tra cui una giovanissima ragazza straniera venduta ad un sodalizio, dedito tra l’altro allo spaccio di stupefacenti, che l’ha avviata alla prostituzione nella periferia romana, unico luogo che alla ragazza era consentito frequentare.

Grazie anche a strumenti normativi innovativi, lo scorso anno, nell’ambito di un’indagine svolta da reparti dipendenti e dal Nucleo Ispettorato del Lavoro a seguito del rinvenimento del cadavere di operaio straniero, oltre ad eseguire su delega dell’A.G. un provvedimento restrittivo nei confronti dei titolari di un gruppo di aziende dedite nella pastorizia, è stato applicato, per la prima volta a Viterbo, in luogo di un sequestro che avrebbe compromesso l’attività imprenditoriale, l’istituto del “controllo giudiziario” delle aziende che, secondo l’ipotesi investigativa, occupavano alle proprie dipendenze numerosi stranieri in condizioni di grave sfruttamento.

Il “controllo giudiziario” - ha spiegato il colonnello Antonazzo - ha perseguito il duplice obiettivo di eliminare la situazione di irregolarità delle condizioni lavorative degli operai e di mantenere inalterati i livelli occupazioni ed il valore economico del complesso aziendale.

Il lavoro oggetto di attenzioni da parte dell’Arma sotto molti punti di vista. Infatti, la crescente incidenza del fenomeno degli infortuni sul lavoro, che non ha risparmiato la nostra provincia - ha proseguito - ha reso necessario intensificare le attività di verifica delle misure di sicurezza negli ambienti di lavoro, con particolare riferimento ai cantieri edili, tenuto conto anche dell’incremento delle attività nel settore che beneficia di misure governative di sostegno''.

Il colonnello provinciale si è poi soffermato sul rischio di eventuali infiltrazioni criminali.

''Il nostro territorio, la Tuscia, ha attirato in passato le attenzioni della criminalità organizzata - ha detto - motivo per il quale l’Arma è sempre vigile, pronta ad intercettare ogni possibile tentativo di infiltrazione e all’occorrenza intervenire in maniera risolutiva, attitudine testimoniata, tra l’altro, dell’arresto di quattro stranieri, operato alla fine del 2019 a Tuscania, che, agendo anche in nome e per conto di alcuni soggetti facenti capo ad un’associazione mafiosa autoctona - ma con collegamenti con la ‘ndrangheta - avevano tentato di estorcere denaro a un ristoratore del posto''.

L’impegno operativo delle Stazioni Carabinieri e del N.I.L. è stato caratterizzato, nel 2021, anche dalla verifica della posizione di 1.055 percettori del Reddito di Cittadinanza; di questi, 239 sono state deferiti all’autorità giudiziaria per indebita percezione del beneficio, per ammontare di redditi illegalmente percepiti pari a 1.513.000 euro.

''Dal 2017, grazie ai colleghi della forestale - ha proseguito Antonazzo - siamo anche la più grande polizia ambientale d’Europa. Il nostro territorio, fatto di colture di pregio e prodotti riconosciuti quali eccellenze, è fragile ed ha bisogno di grande attenzione. All’azione della specialità, fortemente radicata sul territorio tramite il Gruppo che conta 13 Stazioni Carabinieri Forestali, deve affiancarsi – ed è un auspicio – una sensibilità crescente da parte dei cittadini chiamati ad adottare comportamenti rispettosi e responsabili.

Oltre ai Forestali e al Nucleo Tutela del Lavoro, a Viterbo, è presente il NAS - Nucleo Antisofisticazioni e Sanità - cui è affidato il non facile compito di vigilare sulla salute pubblica, impegno che ha assunto ancor maggiore rilievo durante il lungo periodo di limitazioni imposte dalle autorità governative per il contenimento della pandemia, e che nel dispositivo provinciale dell’Arma dei Carabinieri rappresenta un’eccellenza orientata alla tutela di una particolare forma di bene comune: la salute appunto.

Siamo consapevoli tuttavia - ha affermato il comandante provinciale - che l’ambizioso obiettivo del bene comune si raggiunge solo appagando il grande bisogno di legalità che ci giunge dai cittadini, tema che riveste un ruolo centrale nell’interazione dell’Arma dei Carabinieri con i giovani, specialmente nell’ambito scolastico. Quest’anno, grazie: al protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito del quale è stata realizzata la campagna sulla cultura della legalità; alla campagna promossa dall’ASL di Viterbo; #LOTTOcontrolaviolenza; ma soprattutto grazie alla collaborazione dei presidi del territorio, abbiamo realizzato oltre 80 conferenze negli Istituti Comprensivi e nelle Scuole Superiori della Provincia, convinti che per “fare la nostra parte” sia indispensabile trovare le parole giuste per convincere i più giovani, vere risorse a garanzia - e chiave di lettura - del nostro futuro.

Alle conferenze abbiamo inteso affiancare la presenza dei comandanti delle compagnie e delle stazioni nelle parrocchie, con il contributo delle diocesi di Viterbo, Civita Castellana, Civitavecchia e Orvieto, e nei luoghi di aggregazione questa volta degli anziani, nel corso dei quali abbiamo risposto alle domande di chi è più avanti con l’età, fornendo loro suggerimenti e strumenti per contrastare i comportamenti truffaldini ai loro danni''.

In conclusione il colonnello provinciale Antonazzo ha detto :''crediamo nella fedeltà e nel rispetto che siamo convinti di dover garantire a tutti i cittadini, ad iniziare dai più deboli ed indifesi. Crediamo nel bene comune, quel bene comune che oggi ho volutamente citato in più circostanze. E oggi siamo qui in piazza perché vogliamo ribadire il nostro impegno per garantirlo, il bene comune, con abnegazione e coerenza, e non solo a parole. Viva l’Arma dei Carabinieri, viva l’Italia''.

La festa è stata anche l'occasione per consegnare i riconoscimenti ai carabinieri che si sono distinti in servizio.

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