ANNO 16 n° 104
Capranica, la denuncia di un cittadino: “degrado e inciviltà negli spazi pubblici”
Scritte sui muri, alcol in strada e atti di abbandono, “non è solo degrado, è una distanza che cresce tra le persone e la città”
12/04/2026 - 10:49

CAPRANICA – La riflessione di un cittadino di Capranica sul degrado che sta vivendo la città: “C'è un Paese che vediamo ogni giorno. E poi ce n'è un altro, più silenzioso: un Paese che non finisce nelle cartoline, ma che racconta molto più di quello che mostriamo con orgoglio”.

“Scritte sui muri nei parcheggi sotterranei e sulle facciate dei palazzi, consumo di alcol in strada e atti di inciviltà in pieno giorno. Episodi diversi tra loro, ma che descrivono una realtà sempre più visibile in alcune aree urbane: quella del degrado diffuso e della progressiva perdita di controllo degli spazi pubblici!”.

“Nei parcheggi sotterranei, le pareti diventano superfici su cui compaiono scritte e graffiti. In molti casi si tratta di messaggi offensivi o privi di significato, che contribuiscono a trasmettere un senso di abbandono e scarsa manutenzione. Ambienti nati per essere funzionali si trasformano così in luoghi percepiti come insicuri e trascurati”.

“Poco più in là, un uomo beve da solo. Seduto a terra, una bottiglia stretta come se fosse compagnia. Nessuno lo ferma, nessuno gli parla. Le persone passano, guardano per un attimo, poi abbassano lo sguardo. Non è invisibile, ma è come se lo fosse. In quella scena non c'è solo alcol: c'è solitudine, abitudine, resa. Situazioni che, oltre a porre interrogativi sul disagio sociale, incidono anche sulla percezione di sicurezza dei cittadini”.

“E poi c'è il gesto più semplice, e forse più rivelatore: un uomo che urina in pieno giorno, contro un muro, senza fretta e senza vergogna. Non è solo inciviltà, è il segno di un limite superato: quello tra lo spazio pubblico e il rispetto. Quando quel confine si rompe, tutto diventa possibile e nulla sembra più fuori posto”.

“L'assenza di interventi immediati da parte delle istituzioni contribuisce a rendere queste scene parte della normalità quotidiana”.

“Tre scene diverse, ma una sola storia. Non è solo degrado. È distanza: tra le persone, tra il Paese e chi lo vive, tra ciò che dovrebbe essere e ciò che è diventato normale. È l'abitudine a non vedere, a non intervenire, a considerare tutto questo parte del paesaggio”.

“E forse è proprio questo il punto più inquietante: non ciò che accade, ma il fatto che non ci sorprende più”.

“Capranica non è solo fatta di strade, palazzi e luci. È fatta di comportamenti, di attenzione, di limiti condivisi. Quando questi saltano, il paese cambia volto.

“La vera domanda non è cosa sta succedendo. Ma da quanto tempo abbiamo deciso di non vederlo più”.






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