ANNO 16 n° 274
Caporalato: in aula parla uno degli investigatori
Il processo a carico di un imprenditore agricolo di Acquapendente aggiornato a maggio
17/09/2022 - 14:28

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Anche in Provincia di Viterbo sembra esistere il caporalato nel lavoro. Secondo la Procura della Repubblica di Viterbo certamente.

Infatti, ha mandato a giudizio un imprenditore agricolo di Acquapendente che i carabinieri del luogo avevano beccato in atto prelevare di primo mattino alcuni ragazzi, anche di colore, per farli lavorare nei campi.

Il processo, cui è stato riunito un altro per la stessa imputazione, pende davanti al Tribunale di Viterbo, quindi, nel corso di un’ultima udienza di giorni fa ha registrato la deposizione di un teste dell’accusa, precisamente un carabiniere che partecipò all’attività di indagine dopo la denuncia presentata dalle parti lese nel 2018.

Fu detto che questo imprenditore era solito servirsi di manodopera presso la sua azienda di personale “reclutato” anche in centro rifugiati, mediante un furgone che lo portava sui luoghi delle lavorazioni agricole e che la paga, anche per dieci ore di lavoro, era di pochi euro, non oltre, dicono, di duecento euro al mese.

Quattro “vittime” si sono costituite parte civile a ministero dell’Avv. Carlo Mezzetti. Difende l’imputato l’avv. Enrico Valentini.

Prossima data del processo: 18 maggio 23 per esame imputato e discussione.






Facebook Twitter Rss