ANNO 16 n° 274
Capoluoghi virtuosi, Viterbo senza infamia
e senza lode
Naviga a metą graduatoria come gran parte delle cittą delle stesse dimensioni
24/07/2012 - 04:00

VITERBO – Palazzo dei Priori, nel 2011, ha speso 320 euro ogni 100 abitanti per incarichi professionali esterni. Un importo che lo colloca al 45° posto in Italia. Lontanissimo dai comuni più virtuosi, come ad esempio Terni, che nello stesso periodo ha speso solo 16 euro, ma anche da Udine, che di euro ne ha spesi addirittura 1.813. E’ quanto rivela la graduatoria delle città più virtuose (ma anche di quelle più spendaccione) pubblicato ieri da Il Sole 24 Ore.

In quasi tutti i dieci capitoli di spesa presi in esame dal quotidiano economico di Confindustria, Viterbo naviga a metà classifica. Senza infamia e senza lode. In un paio di voci, però, occupa la parte alta della graduatoria, quella riservata alle città spendaccione. E’ il caso della voce “Comunicazione e rappresentanza”, per la quale, nel 2011, Palazzo dei Priori ha speso 1.089 euro ogni 100 abitanti. Ben 300 e passa euro più di Roma Capitale (754). Solo Rieti, nel Lazio, ha fatto peggio con 1.778.

Altra nota dolente è quella della “Manutenzione ordinaria Immobili e auto”, per la quale Viterbo ha speso 2.580 euro ogni 100 abitanti, collocandosi al 34° posto a livello nazionale. Più di tutti gli altri capoluoghi di provincia del Lazio esclusa Roma che, con 5.488 euro ogni 100 abitanti si piazza al 6° posto in Italia. Ma il paragone tra il patrimonio immobiliare e il parco auto della Capitale con quello di Viterbo non è nemmeno lontanamente proponibile.

Viterbo si colloca invece nella colonna sinistra della graduatoria, quella riservata ai virtuosi (si fa per dire), per quanto riguarda i contratti del servizio rifiuti, per i quali, nel 2011, ha speso 9.203 euro ogni 100 abitanti, collocandosi al 63° posto. Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno anche per le ''Utenze'', con 5.095 euro ogni 100 abitanti (57° posto) e “Affitti e noleggi'', con 975 euro ogni 100 abitanti (60° a livello nazionale).

In tutte le altre voci prese in considerazione dallo studio de Il Sole 24 Ore, Palazzo dei Priori naviga a metà classifica, andando dal 41° al 52° posto.

Va tuttavia precisato che la graduatoria è stata stilata esclusivamente sull’ammontare della spesa, senza tenere conto della qualità servizi prestati. A Milano, ad esempio, il trasporto pubblico costa al Comune il 60% in più rispetto a Roma, ma funziona molto meglio. Quindi, la spesa è almeno in parte giustificata. Sarebbe interessante verificare se anche a Viterbo, se a fronte di un maggior esborso di denaro corrisponda o meno una qualità dei servizi all’altezza della spesa.

Di seguito, l’elenco completo, voce per voce, delle spese sostenute da comune e la relativa posizione a livello nazionale. Si tenga conto la graduatoria va letta alla rovescia: ai primi posti le città più spendaccione e agli ultimi quelle più sparagnine.

Cancelleria, materiale informatico e di consumo: 1.075 euro ogni 100 abitanti (46° a livello nazionale);

Comunicazione e rappresentanza: 1.089 euro ogni 100 abitanti (29° a livello nazionale);

Equipaggiamenti e vestiario: 89 euro ogni 100 abitanti (50° a livello nazionale);

Trasporto pubblico: 4.034 euro ogni 100 abitanti (41° a livello nazionale);

Contratti servizio rifiuti: 9.203 ogni 100 abitanti (63° a livello nazionale);

Incarichi professionali: 309 euro ogni 100 abitanti (45° a livello nazionale);

Manutenzione ordinaria immobili e auto: 2.580 euro ogni 100 abitanti (34° a livello nazionale);

Servizi e spese pulizia: 1.211 euro ogni 100 abitanti (52° a livello nazionale);

Utenze: 5.095 euro ogni 100 abitanti (57° a livello nazionale);

Affitti e noleggi: 975 euro ogni 100 abitanti (60° a livello nazionale).






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