


VITERBO - Autisti e utenti del trasporto pubblico locale continuano a vivere disagi al capolinea Francigena, trasferito dal Sacrario all’area del Riello. La nuova collocazione, temporanea o forse definitiva, sta creando malcontento tra i lavoratori della società comunale e difficoltà pratiche per chi utilizza i bus.
L’area di sosta, condivisa con i mezzi Cotral, non dispone né di strutture di protezione né di spazi dedicati ai passeggeri. In caso di pioggia o maltempo, l’unico riparo disponibile è il cavalcavia di via Alessandro Volta, una soluzione ben lontana dall’ideale.
Il disagio si fa sentire anche all’interno della squadra: il badge che permette di accedere a una piccola stanza dei colleghi Cotral è insufficiente a garantire condizioni dignitose, e molti autisti si sentono “ospiti” in uno spazio limitato e lontano dai mezzi. Quando le soste durano pochi minuti, spesso non è nemmeno possibile usufruire dei servizi igienici.
Il trasferimento del capolinea risale a dicembre, inizialmente per ospitare le bancarelle di Natale a via Marconi, poi per lavori a piazza Martiri d’Ungheria. La nuova collocazione al Riello, accanto a un’area precedentemente utilizzata per i rifiuti ingombranti, non sembra ancora definitiva: l’amministrazione comunale avrebbe previsto interventi per sistemarla, ma i tempi restano incerti.
Durante un incontro dello scorso gennaio, l’assessore Emanuele Aronne aveva indicato circa un mese e mezzo per completare i lavori, ma ad oggi gli spazi restano inadeguati e gli operatori continuano a lavorare esposti alle intemperie, senza certezze sul futuro.
La rimozione del capolinea dal Sacrario ha inoltre obbligato alcune linee provenienti dalle frazioni e da zone come Santa Barbara a deviare per viale Trento e Riello, costringendo soprattutto utenti anziani a percorrere a piedi la distanza fino alle mura o a sincronizzarsi con corse successive.
A peggiorare la situazione, nelle ultime settimane è stato pubblicato un bando per il ruolo di coordinatore d’esercizio, con il titolare attuale prossimo alla pensione. Alcuni dipendenti Talete hanno espresso perplessità: “Il bando, pubblicato a marzo, sembra accelerato senza motivo, considerando che la scadenza non è imminente e che altri ruoli, compresi quelli di autista, sono rimasti vacanti a lungo. Inoltre, nessun dipendente interno soddisfa i requisiti richiesti, nonostante alcuni abbiano più lauree e competenze adeguate.”
La situazione resta quindi di forte tensione tra gli operatori e rischia di ripercuotersi anche sulla qualità del servizio per i cittadini.