ANNO 16 n° 274
Capobanda pentito
confessa decine di
furti, rapine e sequestri
Udienza preliminare a marzo 2015
15/12/2014 - 00:30

VITERBO – Furti, rapine e sequestri di persona. Una miriade di reati commessi tra il 2002 e il 2005 da una vera e propria associazione a delinquere composta da tredici persone operante principalmente a Montalto di Castro, ma anche a Valentano, Grotte di Castro Tarquinia, Montefiascone e Canino fino a Mantova e a Varese, che sarebbero rimasti nei fascicoli della procura di Civitavecchia archiviati come procedimenti contro ignoti se il capo della banda non si fosse pentito. Nel 2011 ha infatti raccontato tutto alle forze dell’ordine diventando così collaboratore di giustizia. E l’altro giorno si è svolta l’udienza preliminare presso il palazzo di giustizia viterbese ma il giudice Salvatore Fanti ha rinviato tutto al 25 marzo per un difetto di notifica agli imputati.

Ora il pentito è in carcere, iper protetto, e in tribunale si è presentato scortato da otto agenti di polizia penitenziaria. Era lui il capo dell’associazione a delinquere che ha messo a segno decine di colpi.Numerosissimi reati contro il patrimonio e contro la persona, agendo con violenza sulle cose e alle persone e con l’utilizzo di armi comuni da sparo e da tagli, si legge.

L’elenco dei capi d’imputazione è lunghissimo. Dai furti nei locali commerciali agli incendi di auto fino alle rapine in casa con sequestro di persona. Come quella messa a segno a Valentano a dicembre 2003, quando, con i volti travisati da passamontagna i malviventi si sono introdotti in un appartamento e hanno minacciato con coltelli e cacciaviti due coniugi per farsi consegnare denaro e preziosi per un valore di 152mila euro per poi rinchiuderli in camera da letto per evitare che dessero l’allarme alle forze dell’ordine. O il furto di oltre 13mila euro in un supermercato di Tarquinia. In quell’occasione, era il 2004, i componenti della banda minacciarono il personale con i fucili per farsi consegnare il denaro. In un bar tabacchi di Grotte Santo Stefano, invece, sempre nel 2004, riuscirono a portare via ben 90 stecche di sigarette di varie marche per un danno di 3mila euro. E ancora un mega furto messo a segno in un’armeria di Pescia Romana dove hanno rubato 20 fucili e 17 pistole di vario genere.

Il loro raggio d’azione è arrivato anche oltre i confini del Lazio. Si sono spinti fino a Gonzaga, in provincia di Mantova, dove, nel novembre 2004, si sono introdotti nella casa canonica del parroco di Bondeno, una frazione di Gonzaga, hanno minacciato con un coltello il sacerdote e le altre persone presenti per farsi consegnare la somma di 2mila euro. Poi li hanno legati, rinchiusi in una stanza e si sono dati alla fuga. Stessa sorte a un altro sacerdote di Castellanza, in provincia Varese, che sarebbe anche stato preso a schiaffi oltre che minacciato con un coltello foinoa quando non ha condegnato loro 7mila euro in contanti e gioielli del valore di 4mila euro.

Per tutti questi reati erano state sporte denunce contro ignoti. E sarebbero rimaste tali se il capo dell’associazione a delinquere non avesse cantato. L’udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 25 marzo, ma c’è il rischio che cadano in prescrizione.






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