


di Fabio Tornatore

BOMARZO - Mutilati gli alberi del viale principale di Bomarzo, quelli che portano dal bosco al centro del paese: un benvenuto fatto di tronchi con rami mozzati e moncherini. Non si ferma la pratica della capitozzatura nella Tuscia, da un confine all'altro della provincia.
La capiutozzatura consiste nel taglio drastico di cime e branche principali degli alberi, non riducendo il rischio di caduta della pianta ma aumentandone la possibilità nel lunfo periodo, indebolendo la struttura della pianta e provocando marcescenza interna.
Si tratta di una pratica vietata dal Decreto Ministeriale sui 'Criteri ambientali minimi' (CAM) del 10 marzo 2020, che proibisce la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica, specialmente nel verde pubblico.

La pratica, nonostante il divieto, continua a essere largamente diffusa nel territorio viterbese, causando pericoli per l'incolumità della popolazione, visto il rischio a lungo termine, e quello a breve termine, poiché, la pianta, emette più velocemente rami freschi, per compensare quelli mancanti, che sono però più deboli.
