


VITERBO - Il lancio della candidatura di Viterbo e della Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 riaccende il dibattito sulla politica culturale cittadina. A intervenire è il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Marco De Carolis, che in una lunga riflessione analizza quanto avvenuto nelle giornate del 12 e 13 luglio, mettendo in discussione il metodo seguito dall'amministrazione comunale.
Secondo De Carolis, la partecipazione limitata all'evento ospitato al Teatro dell'Unione rappresenta il sintomo di una distanza tra le iniziative istituzionali e la città. Un'immagine che il consigliere contrappone alla grande partecipazione registrata al Tuscia Film Fest e, il giorno successivo, alla riapertura dei giardini di Villa Lante, restaurati grazie a fondi europei.
L'esponente di FdI, già assessore comunale alla Cultura e al Turismo e componente dell'Osservatorio nazionale del Turismo del Ministero del Turismo, sostiene che il problema non sia episodico ma riguardi l'intera strategia culturale dell'amministrazione. A suo giudizio, l'attenzione sarebbe stata concentrata quasi esclusivamente sulla candidatura del 2033, trascurando la programmazione culturale e turistica del presente.
Per questo motivo De Carolis ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale chiedendo chiarimenti sull'organizzazione dell'evento, sul ruolo svolto dal Comune, sul coinvolgimento dei sindaci della Tuscia e sulle risorse economiche impiegate, comprese quelle destinate alla comunicazione.
Nel suo intervento il consigliere richiama anche i dati nazionali sul turismo, evidenziando come l'Italia continui a registrare ottime performance e come la Tuscia disponga di un patrimonio culturale, storico e paesaggistico ideale per intercettare i flussi turistici e favorire la destagionalizzazione. Un potenziale che, secondo De Carolis, dovrebbe essere valorizzato attraverso una programmazione stabile e coordinata, capace di mettere in rete ville storiche, borghi, siti archeologici e associazioni locali.
Il consigliere sottolinea inoltre come molti comuni della provincia abbiano saputo costruire negli anni un'offerta culturale continuativa con risorse spesso inferiori a quelle del capoluogo, evidenziando il rischio che sia proprio Viterbo a rallentare il percorso di crescita dell'intero territorio.
Pur ribadendo il proprio sostegno alla candidatura della Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033, De Carolis invita l'amministrazione a cambiare approccio. 'Un dossier europeo – sostiene – non si costruisce con gli annunci, ma con il coinvolgimento concreto dei territori, una regia efficace e una programmazione culturale che sappia vivere tutto l'anno'. Secondo il consigliere, la vera sfida non riguarda soltanto il traguardo del 2033, ma la capacità di trasformare fin da subito la cultura in uno strumento di sviluppo stabile per Viterbo e per tutta la Tuscia.