ANNO 16 n° 274
Capitale della cultura
Il dossier presentato
finisce sotto accusa
''Sbagliato non puntare sul Medioevo''
10/07/2015 - 13:34

VITERBO - E' un processo senza imputati, ma con diversi accusatori. Non ci sono pubblici ministeri e neppure avvocati difensori perché poi, alla resa dei conti, la bocciatura riguarda Viterbo, che è un patrimonio di tutti: maggioranza e opposizione, detrattori e sostenitori. In quarta commissione si parla dell'esclusione dal lotto delle 10 finaliste del capoluogo della Tuscia nel concorso per designare la capitale italiana della cultura per il 2016-2017 e soprattutto del dossier presentato a supporto. Ad illustrarlo c'è il coordinatore del comitato promotore Claudio Margottini alla presenza dell'assessore comunale Delli Iaconi e di ben 17 consiglieri (probabilmente un record).

Si parte dal lavoro compiuto che Margottini spiega nei dettagli e difende a spada tratta.''L'idea di fondo - sottolinea - è stata quella di puntare non solo su Viterbo città dei papi e medievale, ma soprattutto su Viterbo del Rinascimento, quando si poneva come alternativa e complemento di Roma. Un progetto innovativo che poggiava su 5 presupposti: ragioni della candidatura, analisi dei progetti già avviati (che muovono risorse complessive per oltre 17 milioni di euro), programma capace di coniugare il passato (quanto già realizzato o in via di realizzazione) e il futuro (progetti più strettamente legati alla candidatura), partenariato (a livello locale e non solo), sostenibilità economico - finanziaria''.

Perché una scelta così innovativa? ''Perché nella Viterbo del Rinascimento ci viveva un frate agostiniano, Egidio, che fu uno dei protagonisti del Concilio di Trento e che si spese in ogni modo per evitare lo scisma protestante di Lutero. Nel Cinquecento i Farnese ricostruirono e riqualificarono urbanisticamente la città, dove insieme a Sebastiano del Piombo operò anche Michelangelo''. Non a caso il progetto è stato denominato ''Viterbo, la città del dialogo''. Nel dettaglio, erano previsti appuntamenti dedicati al culto di S. Rosa (Trasporto straordinario della macchine ed esposizione durante il periodo natalizio e un museo virtuale); itinerari nella storia e nel paesaggio, una mostra con opere di Michelangelo, Raffaello e Tiziano; una mostra sulle città della via Francigena; le Porte della Luce (ideata dal professor Rotelli con illuminazione artistica delle 7 porte cittadine) e una parte (curata dall'Università della Tuscia) su creatività e impresa. Il 10% del budget era previsto che fosse destinato alla comunicazione ad ogni livello (anche internazionale).

Secca, anzi laconica la motivazione della bocciatura che si può sintetizzare in questo modo: il progetto non è coerente con gli obiettivi del bando. Ed è proprio su questo tema che verte la discussione successiva. Buzzi (Fratelli d'Italia): ''Esclusione inevitabile visto che si sono portati avanti i progetti di Viva Viterbo''; Chiara Frontini (Viterbo 2020): ''Bisogna capire gli errori commessi attraverso un accesso agli atti della commissione''; Insogna (ex Oltre le mura): ''Sbagliato non aver coinvolto gli amministratori comunali''; De Dominicis (Movimento 5 Stelle): ''Dimenticate e scavalcate le realtà culturali che operano sul territorio''; Santucci (FondAzione): ''Lavoro da lodare, ma non ha funzionato la lobby territoriale ed è un programma troppo innovativo. Non partire da Viterbo città dei papi è stato un errore''; Simoni (Oltre le mura, unico esponente di maggioranza ad intervenire): ''Non è una sconfitta. Meglio perdere che non partecipare per niente, come avvenuto in passato''. E il presidente Arduino Troili chiude ricordando come si sarebbe dovuto puntare di più sull'esistente: Villa Lante, in primis.

Un insieme di critiche e rampogne alle quali Margottini risponde con pacatezza: ''Non mi pento di aver puntato su Egidio da Viterbo, anzi se c'è un rammarico, forse è proprio quello di non essere stati ancora più innovativi. Abbiamo chiesto l'accesso agli atti non per criticare le scelte fatte, ma per capire dove gli altri sono stati più bravi di noi''. Delli Iaconi riassume la posizione dell'amministrazione: ''La motivazione dell'esclusione non risponde al vero. Il progetto è valido e costituisce comunque una base su cui operare. E' vero comunque che non ha funzionato, come spesso accade nella nostra città, la lobby territoriale, ma questa ha una ragione d'essere solo se c'è una confluenza di tutti''.

E adesso si pensa al prossimo concorso, le cui procedure cominceranno già nel 2017. Meglio prepararsi per tempo: i corsi di recupero devono cominciare al più presto.






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